semifinalisti 2024

Il Concorso Miglior Enotecario d’Italia ha ora la sua rosa di 10 semifinalisti che concorrono al titolo di Miglior Enotecario d’Italia 2024 per ognuna delle due categorie di partecipanti, le bottiglierie e i locali con mescita.


I nostri semifinalisti, provenienti da nove diverse regioni italiane, sono:

CATEGORIA BOTTIGLIERIE

  • Matteo Pauletto                            Cologna Veneta VR
  • Loris Dei Giudici                            Terracina LT
  • Daniele Liurni                                Roma
  • Mattia Manganaro                        Brescia
  • Andrea Colitta                               Lecce
  • Diletta Landozzi                            Siena
  • Tommaso Stanzani                       Bologna
  • Andrea Lauducci                          Ferrara
  • Federico Cottone                         Voghera PV
  • Valeria Vanacore                          Pozzuoli NA

CATEGORIA MESCITA

  • Marco Carollo                                Schio VI
  • Massimo Merzari                          Tregnago VR                    
  •  Luigi Salvatore Scala                    Afragola NA
  • Matteo Bertelà                              Vigevano PV
  • Carlo Miraglia                               Rotonda PZ
  • Lorenzo Longhi                             Milano
  • Daniele Leopardi                          Parigi F
  • Alice Maninetti                             Cosio Valtellino SO
  • Silvia Angelozzi                             Alba Adriatica TE
  • Nicola Prestini                               Dello BS    

I venti semifinalisti affronteranno la prossima settimana la prova successiva, che decreterà la rosa di 6 candidati che proseguiranno nel percorso, con stage formativi in Piemonte e in Francia.

Nelle mattinate dei giorni martedì 16 e 23 Gennaio, il Comité Champagne (partner del Concorso Miglior Enotecario d’Italia) organizzerà due webinar di formazione e  approfondimento sullo Champagne, aperti agli iscritti e a tutti gli enotecari interessati al Concorso, che avranno l’opportunità di confrontarsi con i formatori del Comité ponendo domande, colmando lacune, sciogliendo dubbi.

I temi affrontati nei due webinar saranno poi ripresi dal vivo durante lo stage a Epernay messo a disposizione dal Comitè per tutti i 6 finalisti del Concorso (a questo link i finalisti della scorsa edizione raccontano la propria esperienza).

Il secondo dei due webinar “Champagne: dall’assemblaggio agli abbinamenti, parte II” si svolgerà martedì 23 Gennaio alle ore 11 via Zoom.

Il relatore Andrea Gori, Ambasciatore dello Champagne per l’Italia 2011, si concentrerà sul metodo di elaborazione.

Il link per iscriversi a questo importante appuntamento è disponibile qui.

 

webinar champagne 2024

Nelle mattinate dei giorni martedì 16 e 23 Gennaio, il Comité Champagne (partner del Concorso Miglior Enotecario d’Italia) organizzerà due webinar di formazione e  approfondimento sullo Champagne, aperti agli iscritti e a tutti gli enotecari interessati al Concorso, che avranno l’opportunità di confrontarsi con i formatori del Comité ponendo domande, colmando lacune, sciogliendo dubbi.

I temi affrontati nei due webinar saranno poi ripresi dal vivo durante lo stage a Epernay messo a disposizione dal Comitè per tutti i 6 finalisti del Concorso (a questo link i finalisti della scorsa edizione raccontano la propria esperienza).

Il primo dei due webinar “Champagne: dall’assemblaggio agli abbinamenti, parte I” si svolgerà martedì 16 Gennaio alle ore 11 via Zoom.

Il relatore Marco Chiesa, Ambasciatore dello Champagne per l’Italia 2010, si concentrerà sul metodo di elaborazione.

Il link per iscriversi a questo importante appuntamento è disponibile qui.

 

iscrizioni aperte concorso miglior enotecario d'italia 2024

Dal 9 novembre si aprono le iscrizioni del Concorso che premia gli Enotecari Professionisti di tutta Italia e non solo.

Una figura complessa e in continua evoluzione, che ha saputo evolversi per rispondere a esigenze sempre nuove, capace di consigliare la bottiglia perfetta per un’occasione importante ma anche di stimare il valore di etichette da collezione o studiare le carte dei vini per i ristoranti. È l’Enotecario Professionista, un lavoro che non conosce crisi e che vede professionisti sempre più preparati e poliedrici. A loro è rivolto il Concorso Miglior Enotecario d’Italia, ideato da AEPI (Associazione Enotecari Professionisti Italiani), le cui iscrizioni si aprono oggi 9 novembre.

Il concorso, giunto alla terza edizione, è pensato per valorizzare una figura ancora poco conosciuta dal grande pubblico eppure essenziale per il mercato e l’immagine del vino italiano.  L’Enotecario Professionista è un tecnico preparato e un comunicatore esperto, capace di guidare il cliente nell’acquisto di un prodotto di prestigio ma può essere anche un fornitore di servizi tesi a valorizzare il vino in tutta la sua complessità. A contraddistinguerlo sono preparazione, competenza, educazione ed empatia.” –  Afferma il presidente AEPI Francesco Bonfio. – “Il concorso diviene una grande opportunità di mettersi alla prova per tutti gli iscritti e crescere personalmente e professionalmente.

Come funziona il Concorso

Il concorso è aperto a tutti gli Enotecari Professionisti, proprietari di enoteche, dipendenti o consulenti, collaboratori o liberi professionisti. Due le categorie di gara: la prima dedicata agli Enotecari che lavorano presso le bottiglierie esclusivamente con vendita per asporto e l’altra dedicata a chi presta servizio in pubblici esercizi con vendita e mescita come winebar, enoteche e osterie dove è possibile degustare e acquistare vini e spirits.

Vi saranno infine due premi speciali: il Miglior Enotecario Under 30 (sotto l’egida del Consorzio del Vino Chianti Classico) e il Miglior Enotecario d’Italia all’Estero (sotto l’egida del Consorzio Tutela Vini Friuli Colli Orientali e Ramandolo).

Le iscrizioni

Dal 9 novembre al 31 gennaio 2023 saranno aperte le iscrizioni. Seguiranno tre prove, la prima e la seconda online nel mese di febbraio 2024, la finale si terrà invece a novembre 2024 a Roma in presenza. 

È possibile iscriversi a questo link

Il concorso metterà alla prova i concorrenti su tematiche complesse, che richiederanno capacità di analisi e ragionamento oltre che conoscenza tecnica. A valutare la preparazione in tre selezioni consecutive sarà una giuria composta da cinque esperti: oltre al presidente di giuria Stefano Caffarri ci saranno un sommelier professionista, un giornalista, un comunicatore e un formatore.

Gli stage formativi

I finalisti avranno inoltre l’opportunità di partecipare a due stage formativi, il primo organizzato dall’Enoteca del Barolo sul più prestigioso vino piemontese e, per la prima volta, focalizzato anche sui prodotti DOP gastronomici piemontesi più noti (la nocciola del Piemonte IGP, il Murazzano DOP e il Prosciutto Crudo di Cuneo DOP), dal 17 al 21 marzo 2024.

Entro ottobre 2024 si terrà, per il terzo anno consecutivo, lo stage a Épernay, organizzato dal Comité Champagne, l’ente che rappresenta tutte le Maison e tutti i Vigneron della denominazione più celebre del mondo. Insieme a questo speciale programma di visita riservato ai finalisti, il Comité Champagne proporrà anche due momenti di formazione aperti a tutti i candidati. La conoscenza sullo Champagne sarà infatti tema di valutazione sia nelle prove online sia in occasione della finale. 

 Il Concorso si avvale del Patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Masaf) ed è realizzato in collaborazione con Vinarius Associazione Enoteche Italiane.

Chi è l’Enotecario Professionista

L’Enotecario è sempre più una figura complessa. È anzitutto il soggetto al quale rivolgersi per la scelta di un vino ma il suo lavoro non è necessariamente teso alla vendita della bottiglia.

Tiene corsi di avvicinamento al vino destinati agli appassionati, organizza degustazioni private, anche a domicilio, guida clienti desiderosi di essere seguiti con un servizio che altrimenti non potrebbero trovare e gestisce le cantine private. 

Anche la ristorazione vede in questa figura un riferimento. La crisi economica e la carenza di personale specializzato hanno portato molti locali a rinunciare alla figura del sommelier e rivolgersi all’Enotecario per la gestione della carta dei vini e/o la formazione del personale di sala deputato al servizio del vino.

L’Enotecario Professionista diviene quindi il consulente capace di rispondere alle esigenze con flessibilità e competenza. 

Il consulente per i collezionisti di vino

L’Enotecario è in grado anche di consigliare l’acquisto di vini da collezione o di stimare il valore di una bottiglia importante, nel momento in cui il proprietario voglia venderla. Un comparto, quello dei vini da collezione, monitorato dall’indice LivEx, che valuta i vini da collezione più ricercati al mondo, oggetto di un vero e proprio mercato che tiene anche in tempo di crisi. 

Infine, l’Enotecario è un comunicatore: può collaborare con riviste on e off line, essere influencer sui social media, far parte delle giurie di concorsi enologici. 

Con la Legge 14 Gennaio 2013, n.4, lo Stato italiano disciplina e dispone sulle professioni che non fanno riferimento a ordini o collegi.  Prevede inoltre un elenco pubblicato nel sito del MIMiT, nel quale è presente AEPI, dove sono riportate le Associazioni che rilasciano le attestazioni di qualità e di qualificazione professionale dei servizi resi dai soci, e vigila per conto dello Stato sul rispetto dello Statuto, del Codice deontologico e dell’aggiornamento continuativo obbligatorio. 

 

intervista a Matteo Bertelà

Matteo Bertelà ha 28 anni e solo l’anno scorso (a Marzo del 2022) ha aperto la sua bottega con mescita, Metodo Froma, una “enoformaggeria” a Vigevano, Pavia.

Ha vinto il premio Miglior Enotecario d’Italia 2023 per la categoria riservata agli enotecari UNDER 30, sotto l’egida del Consorzio Chianti Classico. Qui trovate la sua intervista sul suo lavoro e sul premio ricevuto.

Matteo Bertelà durante le prove finali

Matteo Bertelà durante le prove finali

INTERVISTA A MATTEO BERTELÀ, VINCITORE PER LA CATEGORIA UNDER 30

Un commento a freddo sulla tua vittoria, dato che ormai è passata qualche settimana.

Non posso che rinnovare i miei ringraziamenti per questa opportunità datami, sto ancora scalpitando per il premio che mi è stato consegnato. È stato davvero tutto magnifico, una grande avventura conclusasi a Roma con la finale, ma vissuta a pieno anche a Epernay con i ragazzi, che saluto tantissimo e cui voglio un sacco di bene!

Il  concorso in se è stato super, dall’organizzazione “in remoto” per le prime prove effettuate, ma soprattutto a Roma e durante il viaggio in Francia, un mix perfetto di grande capacità di organizzazione, disponibilità ed empatìa verso noi concorrenti, personalmente mi sono sempre sentito coccolato e aiutato ogni qualvolta ho abbia avuto bisogno. Quindi, GRAZIE!

Dell’esperienza con i colleghi finalisti abbiamo già parlato in un’intervista precedente alla consegna del premio (che è  già su Instagram), quindi qui vorremmo parlare un po’ più di te e del tuo lavoro. Perchè hai scelto di intraprendere proprio questa professione?

La mia passione per questo lavoro è nata nel 2012, quando la mia voglia di frequentare la scuola era ormai a livelli decisamente bassi, cosi scelsi di entrare nel mondo del lavoro, grazie anche all’aiuto della mia famiglia, trovai un posto presso un camion-negozio che frequentava i mercati della zona, trattando salumi & formaggi. Lui, un caro amico di mio padre, risultò poi essere fondamentale per la mia formazione professionale. Rimasi con lui quasi due anni, imparai a conoscere e valorizzare la materia prima, le zone di provenienza, conobbi il rapporto con il cliente e le sue esigenze, lavorando per poterle poi in ogni modo provare a soddisfarle.

Mi avvicinai gli anni successivi anche al mondo del vino, iniziando a girare e viaggiare per cantine, accanto a produttori e maestri vignaioli, ognuno dei quali mi ha trasmesso e insegnato qualcosa.

Cercai poi di unire tutte queste esperienze in unico mestiere, trattando di vino, formaggi, salumi e prodotti agroalimentari del territorio italiano, valorizzando e condividendo il piccolo produttore artigianale, ricercandolo e selezionandolo in base al mio palato e alla mia idea di qualità.

Vissi inoltre in quegli anni esperienze professionali significative, al fianco anche di grandi chef, ed importanti realtà enogastronomiche, consacrando definitivamente la mia filosofia ed i colori che avrei voluto dare alla mia futura attività.

A marzo 2022 nasce quindi METODO FROMA – La Bottega Con Mescita – , EnoFormaggeria che comprende tutte queste esperienze, ma soprattutto racchiude la mia personale filosofia di ricerca e selezione del prodotto, puntando solo ed esclusivamente sulla qualità e artigianalità enoica, lattiero casearia e alimentare ITALIANA.

Finalisti Miglior Enotecario d'Italia 2023

Bertelà con la rosa dei sei finalisti del 2023

Quali sono le sfide di ogni giorno per chi fa il tuo lavoro?

Nel nostro lavoro ogni difficoltà da superare è sostanzialmente una sfida, partendo proprio da uno dei motivi per cui siamo qui, quindi il consigliare il vino perfetto per ogni occasione e per ogni abbinamento, anche al cliente più esigente con magari gusti difficili e sofisticati, fare centro consigliando il prodotto ad hoc per ogni cliente è tutt’essa una sfida.

Per non parlare poi delle critiche infondate o poco costruttive, la difficoltà qui ad esempio è uscirne sempre “da signore”, mantenendo la lucidità anche davanti alla maleducazione e al non rispetto del lavoro che ogni giorno facciamo, provando con ogni mezzo a nostra disposizione ad avvicinare chi in quel momento sembra allontanarsi.

Sfide e difficoltà sono all’ordine del giorno, ma il bello è uscirne sempre nel migliore dei modi, risultando professionali e disponibili SEMPRE! 

Come ti prendi cura della tua formazione personale? Oltre ad esserti iscritto al Concorso, naturalmente. 

La formazione professionale credo sia di vitale importanza, non solo per noi stessi, ma anche per poter sempre essere esaustivi alle frequenti domande dei clienti.

Di recente, ad esempio, ho ottenuto il riconoscimento di “Sommelier dell’olio Extra Vergine di Oliva”, un altro grande prodotto di cui sono follemente innamorato, concludendo in maniera più che positiva il mio percorso di studi con la scuola in questione. 

È importante ed  essenziale non smettere mai di studiare questo mondo, perché ogni giorno c’è sempre qualcosa da imparare e sapere. 
Matteo Bertelà e fidanzata

Matteo Bertelà, con la fidanzata, durante l’aperitivo prima delle premiazioni

Hai vinto un premio importante, che può essere da stimolo ad altri ragazzi e ragazze che, come te, vorrebbero approcciarsi a questa professione. Hai consigli per loro?

Questa professione non è semplice, soprattutto ai livelli a cui la pratichiamo noi, non ci sono orari, molte volte nemmeno vacanze, DEVI dedicare anima e corpo ad un’attività che magari a fine mese ti genera profitto, certo, ma che con le numerose spese e la tassazione italiana rimane ben poco, questo molte volte può demoralizzare.

Quello che consiglio è di NON arrendersi mai, nemmeno quando le difficoltà sembrano più grosse di quello si pensi, di credere nelle proprie capacità SEMPRE, ma soprattutto di seguire sempre una filosofia che sia identificativa, di non fare TANTE COSE ed essere MEDIOCRI, ma farne POCHE ed essere PERFETTI.

Io tengo in carta 50/60 etichette circa, non sono per niente tante, anzi, sono pochissime, ma tutte legate da un unico filo conduttore: LA SELEZIONE DIRETTA DAL PRODUTTORE, il girovagare per le cantine italiane, conoscere ed instaurare un rapporto umano con lei/lui/loro, cosicché si possa raccontarli, condividerli e valorizzarli a pieno!

Quindi, metteteci AMORE, ESTRO, PASSIONE E FOLLIA! Alla fine gli ingredienti sono questi!  

I vincitori dell'edizione 2023

Matteo Bertelà con le colleghe vincitrici: Silvia Angelozzi e Loredana Santagati

E un suggerimento invece per la prossima edizione del Concorso?

Un suggerimento lo lascerei ai prossimi futuri FINALISTI: IL GIORNO DELLA PARTENZA PER PARIGI NON DIMENTICATEVI LA CARTA D’IDENTITA’ SUL COMODINO. FIDATEVI DI ME! 

UN SALUTO A TUTTI, VI VOGLIO BENE! 

Complimentandoci ancora con Matteo per la vittoria, lo ringraziamo per la disponibilità a questa intervista.

Miglior Enotecario d'Italia 2023 UNDER 30

La targa del premio Miglior Enotecario d’Italia Under 30, promosso da Chianti Classico

Intervista Silvia Angelozzi vincitrice Miglior Enotecario d'Italia 2023

Silvia Angelozzi ha 33 anni e gestisce l’enoteca – bistrot Bellariva di Alba Adriatica, in provincia di Teramo, insieme alla sua famiglia, che ha intrapreso questa attività dal 1992. I genitori lavorano in cucina mentre lei si occupa della sala e della mescita.

Ha vinto il premio Miglior Enotecario d’Italia 2023 per la categoria Enoteche con mescita, qui la sua intervista sul suo lavoro e sul premio ricevuto.

Silvia Angelozzi durante la finale Miglior Enotecario d'Italia 2023

Silvia Angelozzi durante le prove della finale

INTERVISTA A SILVIA ANGELOZZI, VINCITRICE PER LA CATEGORIA MESCITA

Un commento a freddo sulla tua vittoria, dato che ormai è passata qualche settimana.

Esperienza magistrale, posso ricordare ancora attimo per attimo ogni emozione vissuta, tutto avrei creduto, ma non immaginavo di essere la migliore in Italia!
E soprattutto ho imparato a conservare accanto a me chi trasforma il peso della mia ambizione in coraggio, e finalmente mi guardo allo specchio, sorrido mi emoziono perché per una volta non sono stata solo fortunata, sono stata Brava.

Dell’esperienza con i colleghi finalisti abbiamo già parlato in un’intervista precedente alla consegna del premio (che è  già su Instagram), quindi qui vorremmo parlare un po’ più di te e del tuo lavoro. Perchè hai scelto di intraprendere proprio questa professione?

Il motore trainante della scelta del mestiere che volevo fare da grande, è stato mio papà: appassionato di vino da sempre, del bere bene in generale e del mangiare, super curioso e dinamico. Grazie a lui ho capito quanti contatti umani può sviluppare il nostro lavoro, quante opportunità e quante scoperte, di popoli e territori sono possibili grazie ad un bicchiere di vino.
Ha reso la mia professione possibile grazie all’interesse e alla serietà con il quale ci si avvicina e si cresce, spronandomi e assicurandomi che comunque vada, abbiamo fatto un’esperienza.
Silvia Angelozzi durante la premiazione Miglior Enotecario d'Italia 2023

La gioia di Angelozzi dopo l’annuncio della vittoria

Quali sono le sfide di ogni giorno per chi fa il tuo lavoro?

Le difficoltà sono rappresentate da un pubblico che spesso insegue mode e tendenze, soprattutto dettate dai social, insieme a dati e statistiche che fanno perdere il lato romantico a questo settore. Sicuramente il vino rappresenta numeri e tanti, ma anche capacità sociali e aggregative uniche. Le persone dovrebbero abbattere molti muri del pregiudizio, scoprire nuovi territori e nuove scuole di pensiero, valutare solo dopo aver assaggiato. Meglio dire “non mi piace”, che “ancora non lo provo”.

Come ti prendi cura della tua formazione personale? Oltre ad esserti iscritta al Concorso, naturalmente. 

Ogni occasione è buona per parlare di vino!
Corsi di formazione, riunioni, incontri tramite gli agenti, fiere, cataloghi (cartacei li conservo sempre tutti) e colleghi, che mi informano e con i quali condivido le esperienze di crescita.
Social, pagine dedicate, faccio in modo di essere sempre presente.
Libri di testo, di qualsiasi edizione, traggo sempre notizie interessanti!
Silvia Angelozzi degustazione alla finale Miglior Enotecario d'Italia 2023

Ritratto di Angelozzi in degustazione durante le prove della finale

Studiare tanto: è questo un consiglio che daresti a dei giovani che vogliono intraprendere questa carriera?

I giovani devono essere coraggiosi, pronti a investire tempo e dedizione in quello che sicuramente è il mestiere più bello del mondo. Devono imparare l’arte della pazienza e nutrirsi costantemente di curiosità nei confronti di questo settore.
Soprattutto, fidarsi ciecamente di stessi, ma mai sentirsi arrivati.

E un suggerimento invece per la prossima edizione del Concorso?

Suggerimenti, vediamo un po’.. Non credo di poter consigliare niente che non sia stato già fatto. Siamo stati coccolati e accuditi, non potevo personalmente chiedere di meglio!
Forse di farla durare di più, talmente bella  come esperienza che volevo non finisse mai!
Ecco, magari organizzare incontri anche dopo il concorso, giusto per non perdere l’abitudine a crescere insieme!
Premio Miglior Enotecario d'Italia 2023 nell'enoteca di Angelozzi

Il premio esposto al Bellariva bistrot

Complimentandoci ancora con Silvia per la vittoria, la ringraziamo per la disponibilità a questa intervista.

Intervista Loredana Santagati vincitrice Miglior Enotecario d'Italia 2023

Loredana Santagati ha 42 anni e ha preso le redini dell’attività di famiglia Mister Coffee a Misterbianco, provincia di Catania, una torrefazione con vendita di prodotti enogastronomici. Ha vinto il premio Miglior Enotecario d’Italia 2023 per la categoria Bottiglierie con asporto, qui la sua intervista sul suo lavoro e sul premio ricevuto.

Loredana Santagati durante la finale

Ritratto di Loredana Santagati durante una delle prove della finale

INTERVISTA A LOREDANA SANTAGATI, VINCITRICE PER LA CATEGORIA BOTTIGLIERIE

Un commento a freddo sulla tua vittoria, dato che ormai è passata qualche settimana.

Un’esperienza bellissima. Nonostante ormai sia trascorso un po’ di tempo, l’attenzione ricevuta è ancora alta e non posso dire di avere del tutto metabolizzato la cosa. Sto vivendo un bel periodo, anche per il mio negozio: tante attenzioni da parte dei clienti, vecchi e nuovi, tanti contatti. Sto cercando di godermelo il più possibile.

Dell’esperienza con i colleghi finalisti abbiamo già parlato in un’intervista precedente alla consegna del premio (che uscirà sui nostri canali social, Facebook e Instagram), quindi qui vorremmo parlare un po’ più di te e del tuo lavoro. Perchè hai scelto di intraprendere proprio questa professione?

Mister Coffee nasce come torrefazione di caffè, è un’attività storica della mia famiglia, da 39 anni. Dopo un mio personale percorso di avvicinamento al vino (pensa che prima dell’università ero praticamente astemia!) sono diventata sommelier ed ho trasformato una passione nel mio lavoro: da 15 anni da Mister Coffee c’è un’area vino con circa 500 etichette. 

Angelozzi, Santagati e Bertelà, vincitori nelle tre categorie

Santagati scherza con i colleghi: Silvia Angelozzi per la categoria Enoteche con mescita, e Matteo Bertelà vincitore della categoria Under 30

Quali sono le sfide di ogni giorno per chi fa il tuo lavoro?

Costruire un rapporto di fiducia con il cliente è la sfida più importante. Far capire che il fine non è meramente commerciale ma il nostro è un ruolo di consulenza. Procedo pian piano, coltivo le mie relazioni nel tempo, e questo premia sempre. 

Come ti prendi cura della tua formazione personale? Oltre ad esserti iscritta al Concorso, naturalmente. 

Sicuramente il Concorso è stato una grande fonte di crescita professionale. Non solo per i momenti costruiti proprio per questo scopo (i webinar, lo stage in Champagne, le prove stesse) ma anche per la possibilità di confronto con colleghi, professionisti del settore che ho trovato sulla stessa mia lunghezza d’onda. Si sono create relazioni importanti. 

Tornando alla domanda, organizzo qualche viaggio studio con i colleghi, partecipo a tutti gli eventi che posso, mi aggiorno con le riviste di settore, continuo a studiare.

Avolio, Santagati e Sarais prima delle premiazioni del Miglior Enotecario d'Italia 2023

Santagati durante la serata delle premiazioni, insieme a Domenico Avolio del Comitè Champagne, e Luca Sarais, vincitore del titolo di Miglior Enotecario d’Italia 2022 nella categoria enoteche con mescita

Studiare tanto: è questo un consiglio che daresti a dei giovani che vogliono intraprendere questa carriera?

Certamente, la partenza è quella. E fare tanta, tanta esperienza sul campo, mettersi in gioco. Sempre con umiltà. 

E un suggerimento invece per la prossima edizione del Concorso?

Partendo dal presupposto che il Concorso è molto ben organizzato già così, integrerei l’attività di formazione online: avevo molto apprezzato i webinar organizzati in collaborazione con il Comitè Champagne. E sarebbe un bel segnale fare anche un viaggio studio in una realtà vitivinicola italiana, oltre allo stage (meraviglioso) in Francia.

Premio Miglior Enotecario d'Italia 2023 nell'enoteca di Satagati

Il premio esposto tra le bottiglie da Mister Coffee

Complimentandoci ancora con Loredana per la vittoria, la ringraziamo per la disponibilità a questa intervista.

Il Consorzio delle Venezie sostiene il Concorso Miglior Enotecario d'Italia

Il Consorzio Tutela Vini DOC Delle Venezie è uno dei prestigiosi sponsor che sostengono il Concorso Miglior Enotecario d’Italia 2023, che ringraziamo per il rinnovato supporto!

Consorzio delle Venezie DOC

Il Consorzio delle Venezie DOC nasce nel 2017 dalla comune volontà dell’intera filiera produttiva di Pinot grigio del Nordest d’Italia di creare il più grande modello di interazione sovraregionale, includendo in una unica Denominazione la Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, la Provincia Autonoma di Trento ed il Veneto.

La DOC delle Venezie ha l’obiettivo di assicurare la tutela e la valorizzazione della Denominazione di Origine del Pinot grigio, varietà che nel Triveneto ha trovato il suo territorio d’elezione: qui viene infatti prodotto in percentuale l’85% del Pinot grigio italiano ed il 43% di quello mondiale, con un unico areale che va dalle Dolomiti al Carso, dal Lago di Garda fino alla Laguna di Venezia e all’Adriatico.

Il Pinot grigio è oggi vino-vitigno che ha saputo più di tutti conquistare il consumatore globale: la quasi totalità del Pinot grigio prodotto nel Nordest viene infatti venduta oltreconfine.

I numeri del Pinot Grigio delle Venezie

  • Produttori che utilizzano la Denominazione
    • Viticoltori: 6.141
    • Vinificatori: 575
    • Imbottigliatori: 371
  • Ettari vitati totali 27.140 ha
  • Percentuale export 95%
  • Principali 3 mercati di sbocco
    • Nord America 44%
    • Regno Unito 27%
    • Germania 10%

Il Pinot Grigio

Il Pinot grigio vanta una storia lunga e dai tratti leggendari, che risale al 1500. Si dice che le prime barbatelle arrivarono in Alsazia dall’Ungheria, portate per errore da Lazarus von Schwendi, barone al servizio di Carlo V, che tornava vittorioso in patria da una battaglia contro i turchi, convinto di avere con sé viti di Furmint. Venne chiamato “gris” perché il colore dell’uva è davvero grigio e il risultato della vinificazione “tradizionale” era infatti un colore ramato.

In Italia si hanno le prime tracce del vitigno intorno alla fine dell’800. La storia del Pinot grigio vinificato in bianco, così come è maggiormente diffuso oggi, ha inizio nel Veneto Orientale verso la metà del XX secolo. I viticoltori di quest’area decisero infatti di produrre un nuovo “stile”, derivante dalla vinificazione in bianco, creando quindi un nuovo trend che è oggi il più amato negli USA.

Le qualità e le peculiarità del vitigno sono ancora oggi estranee a molti consumatori anche abituali di Pinot grigio, come appunto il colore grigio tipico della bacca o il processo tecnologico della macerazione che caratterizza la tipica sfumatura ramata dei vini, in uno Stile che lo contraddistingue da tutti gli altri rosati.

Il nuovo direttore del Consorzio delle Venezie DOC

A Febbraio 2023 il Consorzio Tutela Vini DOC Delle Venezie ha dato il benvenuto al nuovo direttore Flavio Innocenzi. Si tratta di una figura dirigenziale di alto profilo, scelta all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione presieduto da Albino Armani,
riconfermato nel 2022 alla guida del Consorzio di Tutela. Innocenzi assumerà la responsabilità degli aspetti gestionali e organizzativi del Consorzio, della cura dei rapporti con gli associati e con gli enti esterni, nonché delle attività di promozione e sviluppo.

Classe 1970, laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche, MBA, poliglotta specializzato in marketing strategico presso l’IMD di Losanna ed in proprietà intellettuale presso l’OMPI di Ginevra, Flavio Innocenzi approda al Consorzio Delle Venezie forte di una lunga esperienza manageriale presso primarie industrie alimentari, nel settore fieristico e in una prestigiosa realtà consortile per la tutela di prodotti DOP.

 

Siamo orgogliosi di avere il Consorzio delle Venezie tra i sostenitori del concorso Miglior Enotecario d’Italia. 

 

I vincitori del Concorso Miglior Enotecario d'Italia 2023

Catania, Teramo e Pavia: da queste province vengono i vincitori del Concorso Miglior Enotecario d’Italia 2023

Sul podio:

  • per la categoria enoteca con mescita, Silvia Angelozzi di Alba Adriatica (Teramo, Bellariva Enoteca Bistrot)
  • per la categoria bottiglierie, Loredana Santagati di Misterbianco (Catania, enoteca MisterCoffee)
  • premio speciale dedicato al Miglior Enotecario Under 30 a Matteo Bertelà di Vigevano (Pavia) titolare di Metodo Froma Bottega

Daniele Leopardi dell’enoteca Tentazioni di Parigi (quartiere Montmartre) è stato confermato Miglior Enotecario all’Estero, premio che aveva già vinto nel 2022. 

Silvia Angelozzi (mescita) e Loredana Santagati (bottiglierie) vincitrici Miglior Enotecario d'Italia 2023

Silvia Angelozzi (mescita) e Loredana Santagati (bottiglierie) vincitrici delle due categorie principali

Santagati – ha spiegato la giuria di esperti presieduta da Stefano Caffarri e composta da Chiara Giovoni, Leila Salimbeni, Cristian Deflorian e Giuseppe Vaccarini – si è distinta per la profonda conoscenza dei meccanismi di funzionamento dell’attività, per la maturità nel governo delle fasi gestionali, per l’appassionata adesione alle prove pratiche. Silvia Angelozzi ha dimostrato una coinvolgente capacità di gestire le situazioni critiche con atteggiamento di soluzione dei problemi, per la intensa indagine dei prodotti e la loro proposizione di vendita”.

Daniele Leopardi vincitore Miglior Enotecario d'Italia estero 2023

Daniele Leopardi vincitore Miglior Enotecario d’Italia estero 2023 non è potuto essere presente alla premiazione

L’annuncio dei vincitori e la cerimonia di consegna dei riconoscimenti si è svolta ieri sera nella magnifica cornice romana del Borgo Pallavicini Mori. Una bellissima serata durante la quale le Istituzioni, la giuria del Concorso, gli addetti ai lavori con partner e sponsor e molti ospiti provenienti anche dall’estero, hanno reso omaggio alla professionalità e all’eccellenza del lavoro dell’enotecario. Una figura che si è molto evoluta nel corso del tempo e che mai come oggi si dimostra strategica nella promozione e nella salvaguardia del vino di qualità. 

Presenti alla serata e intervenuti alla cerimonia di premiazione l’Onorevole Mirco Carloni Presidente della Commissione Agricoltura alla Camera, il Consigliere regionale e Presidente Commissione Affari Regionali del Lazio Flavio Cera, l’Assessore all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti Sabrina Alfonsi, il Senatore Pietro Patton, l’Onorevole Fabio Massimo Castaldo, membro del parlamento europeo.

Ad inaugurare i lavori un video messaggio del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida che ha ribadito la posizione “anti-etichetta” proposta dall’Irlanda – posizione ribadita durante la serata anche dall’Onorevole Mirco Carloni – sottolineando il grande valore identitario del vino italiano e il ruolo cruciale dell’enotecario. 

Grande emozione per gli organizzatori del Concorso: “Sono molto soddisfatto per questa seconda edizione appena conclusa” ha dichiarato Francesco Bonfio, Presidente AEPILa categoria degli enotecari ha dimostrato di essere vivacissima, pronta a nuove sfide, consapevole delle proprie capacità. Complimenti a chi ha vinto, è un concorso e un candidato vince. È una legge di vita. Ma i tre finalisti per ciascuna categoria erano tutti eccellenti professionisti che hanno illustrato alla Giuria cosa significa fare l’enotecario. E a me piace pensare che il vincitore sia un “primus inter pares” che è svettato con il guizzo vincente.”

finalisti Concorso Miglior Enotecario d'Italia 2023

Tutti i finalisti del Concorso Miglior Enotecario d’Italia 2023 alla premiazione insieme alla giuria

IL CONCORSO

Giunto alla seconda edizione il Concorso ideato e organizzato dall’Associazione Enotecari Professionisti Italiani (AEPI) con la collaborazione di Vinarius Associazione Enoteche Italiane e con il Patrocinio del Masaf è la prima iniziativa a carattere nazionale che premia la professionalità di tale figura. 

Partner del Concorso, per il secondo anno consecutivo, è stato il Comité de Champagne che ha permesso ai finalisti che di vivere un’esclusiva full-immersion formativa di quattro giorni a Epernay. 

Fondamentale anche il supporto dei Consorzi italiani che hanno aderito in qualità di sponsor: Consorzio Vini doc delle Venezie, Consorzio di Tutela Vini del Trentino, Consorzio Vino Toscana, Consorzio di Tutela Vini DOC Cirò e Melissa, Consorzio Vino Chianti Classico, Consorzio Tutela Vini Friuli Colli Orientali Ramandolo, Consorzio Tutela Vini Collio.

I commenti dei finalisti sul viaggio studio in Champagne

I commenti dei sei finalisti del Concorso Miglior Enotecario d’Italia, dopo i tre giorni di formazione ad Epernay ospiti del Comité Champagne

 

finalisti alla sede del Comité Champagne

Dal 14 al 17 Maggio, i sei finalisti del Concorso sono stati ospiti del Comité Champagne per quattro giorni tutti dedicati all’approfondimento e alla formazione sullo Champagne, con l’obiettivo di prepararli al meglio alla finale del 29 Maggio a Roma.

Il Comitè ha selezionato per i sei enotecari una serie di esperienze che hanno spaziato dalle grandi maison ai piccoli vigneron, creando un programma didattico di altissimo livello, a cui non sono mancati momenti di convivialità e confronto. 

I finalisti, accompagnati da Domenico Avolio, direttore Bureau Italia del Comité, hanno vissuto giorni intensi, creando ricordi indelebili.

Per raccontare al meglio questa meravigliosa esperienza di formazione e condivisione, vi lasciamo alle loro parole.

Matteo Bertelà, Metodo Froma, Vigevano PV

Un’idea di ospitalità e convivialità differenti dal normale.
Filosofie di produzione e vinificazione diverse da vignaiolo a vignaiolo, grande, piccolo o microscopico che sia, ma con il cuore e l’anima che guardano alla più alta qualità ed eleganza possibili.
Ha impressionato la loro pazienza, l’aspettare il punto di maturazione e prontezza del loro “bambino”. E nel caso non fosse ancora pronto, avendo bisogno di un’altra finestra di tempo, non esiste SE e non esiste MA, resta lì, a riposare e crescere.
In cuor nostro lo sappiamo, il vino è vivo, e in base alla sua vendemmia, alla sua composizione e al suo essere va atteso, aspettato, compreso, rispettato e capito, come una bella donna.
Ha impressionato come tutti i produttori parlassero, raccontassero e condividessero, con quel modo intenso, innamorato e pieno di gioia, questo prodotto, come se lo Champagne fosse il primo figlio di ogni produttore.
Inutile raccontare gli assaggi, i pranzi, le pietanze e gli abbinamenti, perché quelli bisogna provarli, bisogna viverli, ancor meglio se insieme a persone come Lori, Andre, Luca, Dani, Silvia e Domenico.
I momenti vanno vissuti e ne vanno prodotti ricordi, bellissimi ed emozionanti. Siamo atterrati a Parigi da perfetti sconosciuti, da semplici colleghi che gareggiano in concorso, e torniamo nelle nostre rispettive case da fratelli, di vita e di vite, portando con noi gioia, risate, e ricordi che rimarranno eterni.
Un’esperienza unica, che ha portato 6 persone normali, con un’interesse in comune ad ampliare la loro mente ed il loro bagaglio culturale, unendoli in un legame di solida amicizia e rispetto, perché alla fine si sa: il vino unisce e lega le persone. Felice e orgoglioso di aver vissuto tutto questo.

Daniele Liurni, Enoteca Krasì, Roma

Avendo già visitato altre volte la Champagne ero consapevole di quanto questa regione sia un incredibile patchwork di vigne e cantine, con decine e decine di stili diversi, ma il programma proposto dal Comité Champagne è stato straordinariamente illuminante.
La progressione delle visite per come è stata pensata infatti ha potuto evidenziare le principali differenze fra Maison e Vigneron, fra le tre aree principali della regione, fra i tre vitigni principali, fra stile “ossidativo” e “riduttivo”, fra chi fa malolattica e chi non la fa, fra chi usa le barrique e chi solo l’acciaio e così via. Tutte queste differenze che spesso generano confusione nel consumatore finale e che non sono facili da spiegare a chi non è addentrato, si sono rivelate chiarissime di visita in visita, di assaggio in assaggio, proprio grazie all’organizzazione del Comité che ha saputo creare una progressione didattica in cui ciascuna visita si è rivelata propedeutica alla successiva. Devo dire che questo aspetto tecnico per me è stato motivo di grande soddisfazione, dato che sono piuttosto analitico nelle mie valutazioni faccio molto caso a questi dettagli e ho potuto apprezzare ancor di più l’assoluto valore dell’opportunità che ci è stata concessa in quanto finalisti.
Venendo al viaggio in sé non posso che sottolineare lo spessore umano dei miei colleghi con cui si è da subito creato un legame di complicità e immediata simpatia. Penso che ognuno di noi abbia trovato una parte di sé negli altri, abbiamo tutti capito che ciò che ci ha mosso in questo concorso è la passione per il vino e quindi abbiamo preso questo viaggio non solo come un’occasione formativa, di sviluppo di competenze e per fare rete, ma anche come un semplice viaggio di piacere, una vacanza all’insegna di quello che per noi è prima di tutto un divertimento. Questo per me si è rivelato fondamentale perché è il mio modo di vivere il vino nel quotidiano e sono felice di aver avuto accanto a me dei compagni d’avventura che vivono con il mio stesso spirito.
Per tutti noi tuttavia è inutile negare che questo lavoro costituisce anche un sacrificio personale non indifferente, perché richiede molte ore di lavoro e perché la partecipazione ai numerosi eventi e fiere di settore si trasforma spesso negli unici momenti in cui si “stacca” dal quotidiano delle nostre botteghe, pur trattandosi sempre di lavoro. Il concetto di ferie e vacanze per noi ha significati molto diversi da quelli comuni perché alla fine tutto ruota intorno al vino, alla gastronomia e dobbiamo avere la fortuna di avere accanto a noi persone care che condividono o comunque apprezzano quello che facciamo altrimenti siamo, non di rado, soli.
Ognuno di noi poi porta con sé un carico di responsabilità enorme: fra i finalisti ci siamo tutti ritrovati con storie particolari di piccola imprenditoria, chi con attività di famiglia da generazioni e quindi con l’ansia di non poter sbagliare e le aspettative sempre alte di chi li ha preceduti; chi con nuove aperture giovani e fresche che devono confrontarsi con la diffidenza, spesso, di chi nel nostro Paese è ancorato a vecchi stereotipi. Anche questo è il nostro mestiere, perciò a una grande passione è richiesto di abbinare anche una grande forza di volontà e di carattere.
Ecco, questo viaggio in Champagne ci ha dato la possibilità di allentare un po’ le tensioni, di riappropriarci di un nostro spazio vitale e di poter condividere con altre persone che possono comprenderci, perché vivono la nostra stessa vita, un momento di serenità.
Insomma, tutti noi facciamo decine di visite in territori vinicoli ogni anno da anni, ma questo viaggio in questo momento con queste persone e per questi motivi è stato davvero unico nel suo genere.

Loredana Santagati, Mistercoffee, Misterbianco CT

L’esperienza dello stage in Champagne con i finalisti del concorso Miglior Enotecario d’Italia è stata un momento di crescita culturale e professionale molto importante.
Il Comité Champagne ha organizzato le giornate in maniera impeccabile e il nostro accompagnatore Domenico Avolio è stato attento, professionale e disponibile.
Siamo riusciti nonostante fossimo in competizione ad instaurare un rapporto di complicità tra di noi concorrenti e abbiamo vissuto dei bei momenti di socialità e confronto provenendo tutti da realtà diverse da tutte le parti d’Italia.
Sono state delle giornate di studio e di formazione fitte d’impegni che ho accolto con entusiasmo e mi hanno dato tantissimo a livello professionale e umano.
Una delle esperienze più belle che abbia mai vissuto nel mondo del vino.
Adesso ci aspetta la finale… ma già personalmente il mio premio l’ho già ricevuto!!

Luca Civerchia, Rossointenso, Jesi AN

Quando si viaggia per vino è sempre un esperienza ma se la meta è la Champagne il piacere si amplifica.

Guidato da Domenico del Comité e con i colleghi enotecari del Concorso anche questa seconda occasione ha il sapore della prima. Il gruppo si è dimostrato affiatato fin da subito e la professionalità di Domenico ha reso tutto estremamente piacevole e didattico.

Chi ci ha accolto lo ha fatto con garbo e competenza trasmettendoci tutto il sapere e non risparmiandosi a nessuna domanda. Se nel viaggio dello scorso anno ho rafforzato le basi conoscitive, questa volta sono state le sfumature il bagaglio che riporto in enoteca con cui arricchirò i racconti sullo Champagne.

Andrea Lauducci, Botrytis Enoteca, Ferrara

Anche quest’anno è stata un’esperienza memorabile. Non avevo dubbi sull’organizzazione perfetta da parte del Comité e così è stato. La scelta delle cantine da visitare è stata incredibile, ci hanno fatto capire perfettamente la differenza tra la grande maison, la cooperativa e il vigneron recoltant-manipulant. Differenza tra metodologie di lavoro, filosofie produttive, stili diversi a seconda delle zone di produzione e della visione del produttore.
Pranzi e cene sono stati magnifici soprattutto per approfondire ancor di più gli innumerevoli abbinamenti che si possono fare con lo Champagne.
La bellezza del viaggio è stata arricchita in maniera incredibile dal gruppo, sei enotecari che condividono una passione enorme, catapultati in una full immersion di Champagne…un’esplosione di vita e di emozioni!

Silvia Angelozzi, Enoteca Bellariva, Alba Adriatica TE

Organizzazione magistrale, attenzione e cura dei dettagli, sono gli aspetti che hanno caratterizzato questo viaggio: l’esperienza più bella della mia vita, il tutto arricchito da dei compagni di squadra semplicemente eccezionali!!

Tanta formazione e comunicazione, grazie alle Maison che ci hanno accolto e coccolato, non risparmiandosi e mettendo a disposizione la loro storia e il loro Tempo.
La possibilità di visitare realtà una completamente diversa dall’altra, ha dimostrato l’originalità di una terra come la Champagne.
Abbiamo degustato bollicine rare e nicchie di eccellenza indiscutibili, assaporato piatti scientemente preparati, pieni di succulenza e rispetto del territorio.
Domenico è stato un capogruppo insostituibile, Loredana, Andrea, Luca, Matteo e Daniele, i migliori compagni e partner di viaggio che potessi mai desiderare, persone generose, dinamiche e caparbie, professionisti del loro settore e sempre disponibili.
Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questa magica esperienza, grazie per il lavoro svolto nel backstage e nella comunicazione, alla precisione e alla premura, e grazie a chiunque ha dedicato anche solo un secondo affinché un grandissimo sogno diventasse realtà!