vincitori 2024 concorso miglior enotecario d'italia

Tutti Under 40 i vincitori della Terza Edizione del Concorso Miglior Enotecario Professionista d’Italia, organizzato da AEPI (Associazione Enotecari Professionisti Italiani) e conclusosi a Roma a Palazzo Valentini.

Giovane, professionale, empatico, dotato di capacità manageriali. È questo l’identikit dell’Enotecario Professionista che emerge dai risultati del Concorso Migliore Enotecario Professionista d’Italia. I vincitori hanno infatti tutti meno di quarant’anni e sono:

  • Silvia Angelozzi per la categoria Enoteche con mescita
  • Daniele Liurni con il doppio premio Enoteche con asporto e Migliore Enoteca di Roma Città Metropolitana
  • Daniele Leopardi, Migliore Enotecario italiano all’Estero a Parigi
  • Mattia Manganaro, Miglior Enotecario Under 30
Vincitori 2024 Miglior Enotecario d'italia

da sinistra: Silvia Angelozzi, Mattia Manganaro, Daniele Liurni, tra i vincitori 2024

Ciò che emerge dal Concorso è un elemento importante per l’intero settore. Gli Enotecari Professionisti sono giovani, molto preparati e sanno unire sensibilità, doti comunicative e manageriali, preparazione tecnica e capacità di capire le tendenze del futuro. Un elemento, quest’ultimo, particolarmente importante. Dalle prove di gara risulta infatti che anche la maggiore sfida per il settore enologico, avvicinare i vini ai giovani, può essere vinta a patto di cambiare approccio.

Vincitore 2024 Miglior Enotecario d'Italia all'estero

Daniele Leopardi, vincitore del premio Miglior Enotecario d’Italia all’estero 2024

Secondo i vincitori del Concorso, i giovani consumano il vino se vengono lasciati liberi di scegliere, esprimersi e interpretare il proprio gusto. Bisogna quindi lavorare “per sottrazione”, raccontare meno e coinvolgere di più. Ciò significa anche saper ascoltare, cosa che, spesso, il mondo del vino fa poco. L’enotecario professionista, in questo senso, può essere l’interprete del pensiero e un trait d’union tra consumatore e produttore.

Come afferma il presidente AEPI Filippo Gastaldi “L’enotecario ha il compito di avvicinare al vino con professionalità senza intimorire le persone, trasmettendo passione ma anche rispetto per ogni cliente, che non deve essere visto come un numero, ma come una persona con proprie esigenze, possibilità e gusti.”

Una finale del cuore di Roma

A dimostrazione dell’importanza dell’Enotecario Professionista per l’immagine e l’economia del vino in Italia, la Finale è stata ospitata dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, rappresentata durante il concorso da Alessia Pieretti, Consigliera per l’ Innovazione tecnologica, Transizione digitale, Sviluppo economico, Attività turistiche, Energia, che ha partecipato con Delega del Sindaco Roberto Gualtieri .

“È un piacere ospitare AEPI e la finale del Concorso nazionale, momento culminante di un percorso che punta a valorizzare una professione di alto profilo, interessante opportunità soprattutto per i giovani, legata a una delle filiere produttive strategiche del nostro territorio. L’enogastronomia, dalla produzione al consumo, è un asset importante attraverso cui passa la valorizzazione economica e turistica, ricca di tipicità territoriali da scoprire e sostenere in ciascuno dei 120 comuni che compongono l’area. Su impulso del Sindaco Roberto Gualtieri, come Città metropolitana, anche in vista del grande afflusso turistico che si prevede raggiungerà la Capitale nell’anno giubilare, lavoriamo su molti fronti al fine di creare occasioni e percorsi diffusi che leghino il turismo verso Roma a un’esperienza più ampia e completa dell’area circostante. Abbiamo realizzato sul territorio iniziative per promuovere, insieme, pratica sportiva e principi di una sana alimentazione, che fonda le sue basi proprio sulla genuinità del prodotto e sulla filiera corta. Il mondo dell’enologia, di cui l’Associazione è un punto di riferimento a livello nazionale, è una componente importante di questo percorso, volto a sostenere e valorizzare le economie locali in un’ottica integrata, per una migliore e più completa esperienza da offrire a cittadini e turisti”. 

La giornata si è conclusa con l’assegnazione del titolo di Ambasciatore AEPI a Carlo Hausmann, Direttore Generale di Agro Camera. 

finalisti 2024 e giuria

Tutti i finalisti dell’edizione 2024 insieme ai membri della Giuria

Collaborazioni e Partnership

Il Concorso si avvale del Patrocinio del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) e il Patrocinio della Città Metropolitana Roma Capitale.  È realizzato in collaborazione con Vinarius Associazione Enoteche Italiane con il sostegno del Consorzio di Tutela Vini DOC Cirò e MelissaConsorzio Vino Chianti ClassicoConsorzio CollioConsorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo, Istituto Tutela della Grappa del Trentino e Consorzio di Tutela Vini del Trentino. Partner del Concorso il Comité Champagne e l’Enoteca del Barolo.

finale 2024 roma

Il giorno 11 novembre Palazzo Valentini ospiterà la finale del Concorso dedicato ai migliori Enotecari professionisti d’Italia e una tavola rotonda sul tema del futuro del settore vinicolo.

I finalisti del Concorso Miglior Enotecario Professionista d’Italia 2024 si danno appuntamento per la finale il prossimo 11 novembre a Palazzo Valentini, nel cuore di Roma. Il Concorso, organizzato da AEPI (Associazione Enotecari Professionisti Italiani), ha l’obiettivo di valorizzare la figura dell’Enotecario Professionista, un ruolo in costante crescita che sta attirando sempre più giovani, come dimostrano i finalisti per la maggior parte Under 30.

Questa iniziativa non solo celebra l’eccellenza nel settore, ma ha anche l’obiettivo di incoraggiare gli enotecari a migliorarsi continuamente, stimolandoli a mettersi in gioco, ad approfondire le proprie conoscenze e a sviluppare il pensiero critico.

I finalisti

I sei enotecari arrivati alla finale del Concorso sono: Daniele Liurni (Roma), Diletta Landozzi (Siena), Mattia Manganaro (Brescia), per la categoria Bottiglierie, e Silvia Angelozzi (Alba Adriatica), Lorenzo Longhi (Milano) e Nicola Prestini (Brescia) per quella Enoteca con Mescita

Nel corso della prova i finalisti dovranno affrontare argomenti complessi, che richiedono abilità analitiche, capacità di ragionamento e una solida preparazione tecnica, funzionale per essere in grado di rispondere alle domande sia in italiano che in inglese, che uniscono capacità di ascolto, fantasia, adattabilità, empatia e talvolta la conoscenza della psicologia del cliente.

Sono previste due categorie di partecipazione: la prima dedicata agli Enotecari che lavorano in negozi con vendita per asporto, e la seconda riservata a chi opera in pubblici esercizi con anche la mescita, come winebar, enoteche e osterie, dove è possibile degustare e acquistare vini e spirits. 

Infine, verranno conferiti tre premi speciali: il Miglior Enotecario Under 30, sponsorizzato dal Consorzio del Vino Chianti Classico, il Miglior Enotecario d’Italia all’Estero, sotto l’egida del Consorzio Tutela Vini Friuli Colli Orientali e il Miglior Enotecario della Città metropolitana di Roma Capitale.  

Il ruolo dell’enotecario professionista: oggi, domani e dopodomani. Tavola rotonda e premiazione dei vincitori 2024

La cerimonia di proclamazione e premiazione dei vincitori inizierà alle ore 18:15, preceduta alle ore 17:00 dalla tavola rotonda “Il ruolo dell’enotecario professionista: oggi, domani e dopodomani”, moderata da Carlo Hausmann. Durante l’incontro si parlerà delle sfide e delle opportunità future del settore vinicolo, affrontando temi come il vino alcohol-free, i vini naturali, la sovrapproduzione e le nuove tendenze di consumo.

Interverranno il Consorzio di Tutela Vini DOC Cirò e Melissa, il Consorzio Vino Chianti Classico, il Consorzio Collio, il Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo, l’Istituto Tutela della Grappa del Trentino e il Consorzio di Tutela Vini del Trentino.

sponsor concorso 24 chianti classico

Il Consorzio Chianti Classico è uno dei prestigiosi sponsor che sostengono il Concorso Miglior Enotecario d’Italia 2024

Il Consorzio Chianti Classico

Nato per primo in Italia, nel 1924, il Consorzio di Tutela Chianti Classico oggi rappresenta 486 produttori, di cui 345 escono sul mercato con la propria etichetta, contraddistinta dal marchio inconfondibile del Gallo Nero.

La produzione media annua degli ultimi 10 anni è di 270 ettolitri e il vino viene esportato in oltre 160 paesi del mondo.

Gli scopi del Consorzio Vino Chianti Classico sono la tutela e la promozione del marchio Chianti Classico Gallo Nero.

chianti classico 100 anni

100 anni di Gallo Nero

Nel 1924 furono 33 i viticoltori ad avere un progetto comune e decidere di creare il Consorzio: la loro visione fu quella di credere nell’unità di intenti, nella forza della collettività, fu quella di investire nell’aggregazione uscendo dalla miopia del singolo interesse privato, perché solo così si poteva gestire una produzione che potesse parlare di un intero territorio.

Questi 33 “padri fondatori” furono lungimiranti anche nel pensare per primi alla necessità di rendere visibile e riconoscibile la qualità del loro prodotto, del loro vino scegliendo un’immagine, un emblema del territorio: il Gallo Nero divenuto simbolo di qualità, autenticità e identità.

chianti classico paesaggio

 

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Un lavoro che è anche una vocazione e, al tempo stesso, rappresenta un’opportunità di rilancio per i territori marginali. Il caso di Carlo Miraglia a Rotonda in Lucania, raccontato da Rai 

 

L’Enotecario Professionista è l’anello di congiunzione tra la produzione del vino e il mercato. È un interprete del bello e del buono dell’Italia ma può rappresentare anche, con la propria passione, un vero stimolo per il rilancio di un territorio. È il caso di Carlo Miraglia, tornato nella sua Lucania, a Rotonda, dopo molti anni trascorsi all’estero, per aprire “Pollino DiVino”. L’obiettivo? Attirare turisti e appassionati di vino della regione grazie al recupero di un concetto di cantina antico, divenendo un attrattore capace di creare indotto e fare conoscere un angolo di Italia poco noto.

Durante la pandemia, decise di tornare nel territorio del Parco del Pollino per aprire un’attività che oggi, a distanza di qualche anno, si dimostra vincente, grazie alle risorse del programma Resto al Sud.

Carlo, recentemente intervistato da Rai, è uno degli esempi virtuosi di Enotecario professionista, un ambasciatore del vino capace di affrontare le sfide moderne della globalizzazione e dell’intelligenza artificiale perché il valore umano non può essere sostituito.

Per questo motivo AEPI, Associazione Enotecari Professionisti Italiani, organizza il premio Miglior Enotecario Professionista d’Italia, che vede Carlo Miraglia tra i 10 migliori enotecari con mescita. << L’enotecario professionista è molto più che un venditore di vino. – Afferma il presidente AEPI Filippo Gastaldi. – La sua capacità è interpretare le esigenze del cliente e fornire una consulenza strategica che, nel caso di Miraglia, si è estesa al territorio. >>

Il Concorso Migliore Enotecario Professionista d’Italia ha proprio il ruolo di stimolare sempre più la capacità di analisi e di “fare la differenza” in una professione sempre più complessa, che non conosce crisi.

La finale del concorso, dove si sfideranno i finalisti, si terrà il giorno 11 novembre nel cuore di Roma, l’11 novembre a Palazzo Valentini. 

Il Concorso si avvale del Patrocinio del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) e il Patrocinio della Città Metropolitana Roma Capitale.  È realizzato in collaborazione con Vinarius Associazione Enoteche Italiane con il sostegno del Consorzio di Tutela Vini DOC Cirò e Melissa, Consorzio Vino Chianti Classico, Consorzio Collio, Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo, Istituto Tutela della Grappa del Trentino e Consorzio di Tutela Vini del Trentino. Partner del Concorso il Comité Champagne e l’Enoteca del Barolo.

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Il Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo è uno dei prestigiosi sponsor che sostengono il Concorso Miglior Enotecario d’Italia 2024

Il Consorzio di Tutela

Il Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo fondato nel 1970 si estende per oltre duemila ettari nelle colline ad est della ex provincia di Udine e rappresenta una base sociale di quasi duecento aziende.
Le 23 uve a disciplinare si dividono per il 70% a bacca bianca e per il 30% a bacca nera esprimendosi in maniera unica in ogni diversa espressione delle colline.
Forte di una importante attività tecnica giornaliera a supporto delle aziende, trova diverse soluzioni per la promozione dove spicca la Tasting Academy . Si tratta di un luogo unico in Italia dove giornalmente le persone possono prenotare la propria visita e degustare 32 vini conservati in dispenser potendo poi essere guidati in una mappatura di migliaia di vigne e poter dunque ascoltare la voce della terra. Il tutto si svolge nella sede consortile di Villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo (UD).

I vini dei Colli Orientali del Friuli

Le Denominazioni rappresentate dal Consorzio sono quattro, 1 DOC e 3 DOCG:

  • DOC Friuli Colli Orientali

  • DOCG Ramandolo

  • DOCG Colli Orientali del Friuli Picolit

  • DOCG Rosazzo

Le stagioni e le uve

Dal 2008 il servizio tecnico del Consorzio pubblica “Le Stagioni e le Uve”, relazione che descrive nel dettaglio l’annata appena trascorsa sotto molteplici punti di vista. Grazie ad un archivio pluridecennale di dati, la stagione viene analizzata dal punto di vista metereologico, fenologico, fitopatologico, produttivo e qualitativo delle uve fornendo così un report dettagliato dell’annata.

La relazione tecnica Le Stagioni e le Uve 2023 è consultabile qui. 

ramandolo

I vini del Friuli Colli Orientali e gli enotecari professionisti

Abbiamo rivolto qualche domanda al Consorzio Friuli Colli Orientali sul loro rapporto con enotecari professionisti ed enoteche.

  • Perchè avete deciso di rinnovare il vostro supporto al Concorso Miglior Enotecario d’Italia?
La maggior parte dei vini prodotti dai nostri soci sono presenti nelle Enoteche che sono grande veicolo per la conoscenza del nostro territorio. La loro attività e la nostra sono legate a doppio filo ed è per questo che vogliamo essere presenti in questa bella iniziativa. 
  • Che ruolo giocano Ho.Re.Ca ed Enoteche nella vendita delle bottiglie della vostra Denominazione?
Fondamentale. Oltre il 90% dei vini prodotti nei Colli Orientali è distribuito in questo canale.
  • Quali pensate siano i valori che un enotecario dovrebbe comunicare, quando propone una bottiglia della vostra Denominazione?
Onestà, fiducia e concretezza, sono questi i valori che legano persone e territorio insieme. 

 

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Il Consorzio Tutela Vini del Trentino è uno dei prestigiosi sponsor che sostengono il Concorso Miglior Enotecario d’Italia 2024

Una farfalla tra i monti

Il Trentino è: 

  • un Paesaggio capolavoro della natura dove si possono ammirare infinite sfumature di colori che insieme compongono una meravigliosa tela; 
  • un Territorio generoso in cui si coltivano prestigiose eccellenze enogastronomiche grazie al lavoro di contadini che valorizzano da sempre il territorio, senza violarne l’identità; 
  • un Viaggio alla scoperta di tradizioni antiche che si mescolano con le più ardite forme di innovazione.

Il tutto a comporre un’immaginifica farfalla con le ali spiegate, divise dalla Valle dell’Adige, che ad occidente lambiscono la Lombardia, mentre ad oriente il Veneto. 

I numeri dei vini del Trentino

  • La superficie vitata in provincia di Trento conta circa 10.229,92 ettari, pari all’1,6% della superficie viticola nazionale
  • Su circa la metà dei vigneti sono coltivate le varietà Chardonnay e Pinot Grigio
  • Nel 2022 sono stati prodotti 1.240.115 quintali di uva

Il bilancio di sostenibilità

Dal 2022, il Consorzio di Tutela Vini del Trentino ha iniziato a pubblicare il suo Bilancio di Sostenibilità.

Un evento di notevole importanza che si configura come una tappa centrale nel percorso di sviluppo sostenibile del Consorzio e che ha sancito un primato storico: si è trattato del primo Bilancio di Sostenibilità realizzato da un Consorzio di Tutela nel settore vitivinicolo.

Un risultato frutto di un lavoro di squadra e di un cammino lungo e complesso che coinvolge 91 aziende socie, 15 cantine cooperative, più di 6.000 viticoltori, molteplici stakeholder del territorio.

Il Bilancio di sostenibilità è uno strumento potente, non solo analitico ma anche comunicativo è un progetto che ha nel cuore la tutela delle denominazioni, 5 DOC e 2 IGT.

Anche quest’anno, nell’affascinante e simbolico scenario del Museo delle Scienze (MUSE) di Trento, il Consorzio di Tutela Vini del Trentino presenterà il prossimo giugno il Bilancio di Sostenibilità 2023.

paesaggio viticolo trentino

vigneti estate Trentino collina di Pressano (Pinot grigio/nero, Chardonnay
©2021 Consorzio Vini del Trentino, ph. Romano Magrone

I vini del Trentino e gli enotecari professionisti

Abbiamo rivolto qualche domanda al Consorzio Tutela vini del Trentino sul loro rapporto con enotecari professionisti ed enoteche.

  • Perchè avete deciso di rinnovare il vostro supporto al Concorso Miglior Enotecario d’Italia?

Il nostro consorzio collabora per sua natura con una molteplicità di soggetti a scopo promozionale, ma riteniamo particolarmente strategica l’attività con il Concorso del Miglior Enotecario, poiché le enoteche sono tra i soggetti più qualificati per veicolare l’immagine ed i prodotti enologici del nostro territorio.

  • Che ruolo giocano Ho.Re.Ca ed Enoteche nella vendita delle bottiglie della vostra Denominazione?

Pur avendo un’importante attività di esportazione, riteniamo fondamentale la presenza nel settore Ho.Re.Ca ed enoteche per il consolidamento della riconoscibilità del brand Trentino e la veicolazione dei prodotti maggiormente rappresentativi delle nostre denominazioni.

  • Quali pensate siano i valori che un enotecario dovrebbe comunicare, quando propone una bottiglia della vostra Denominazione?

In primis dovrebbe essere in grado di descrivere il territorio dalla quale proviene, il Trentino, descrivendone le caratteristiche principali ovvero la conformazione prevalente di montagna. In secondo luogo ci piacerebbe mettesse l’accento su una produzione di grande tradizione, ma al tempo stesso attenta in maniera particolare alla sostenibilità dell’ambiente, conscia che le vigne insistono su un territorio lavorato dalle famiglie dei nostri viticoltori, vocato al turismo e che deve essere preservato per le future generazioni

 

 

 

 

anna maschio giuria concorso 2024

Anna Maschio è entrata giovanissima nell’azienda di famiglia, la Distilleria Bonaventura Maschio di Gaiarine (TV), occupandosi della direzione commerciale estero dopo la laurea in Lettere Antiche all’Università di Padova e un master in Export Marketing alla Bocconi. Oggi è responsabile della comunicazione e si occupa della gestione della distilleria insieme al fratello Andrea.

Abbiamo l’onore di avere Anna Maschio come membro della Giuria che sta valutando i vari candidati a Miglior Enotecario d’Italia 2024, e le abbiamo rivolto qualche domanda a proposito della figura dell’enotecario e delle sue prospettive future.

Intervista ad Anna Maschio

Anna Maschio giuria Concorso

Quali caratteristiche, competenze e valori non possono mancare nel Miglior Enotecario d’Italia?

Da cliente mi sento di dire che le ragioni per cui mi trovo a frequentare più assiduamente certe enoteche sono legate a due fattori fondamentali. Il primo è l’empatia, la capacità dell’enotecario di entrare in connessione col suo cliente, di intuirne e memorizzarne i gusti, le passioni, gli interessi e poi di riuscire a consigliarlo in modo competente e a costruire un rapporto di fiducia con lui. In secondo luogo, ma ugualmente importante, la spinta a studiare e ricercare, la capacità di portare nel suo negozio prodotti di qualità, e il desiderio di spiegarli ai suoi clienti condividendo con loro le sue conoscenze.

 

In che modo la figura dell’enotecario può essere strategica nella comunicazione del vino per un brand?

La sua importanza è fondamentale. L’enotecario è il tramite tra quella che è la cultura del vino e dei distillati nel senso più ampio, e il cliente che entra nel suo negozio. Tramite assaggi, inviti a degustazioni, spiegazioni e consigli offerti in occasione di ogni acquisto, l’enotecario diventa portavoce di ogni vino, di ogni territorio e di chi quei vini li produce: è un patrimonio imprescindibile in ugual modo per i clienti più inesperti e per quelli più informati che, naturalmente, non possono essere informati su tutto.

I nostri finalisti sono tutti molto giovani – nel mercato italiano di oggi (e di domani), l’enotecario professionista può essere una risorsa chiave per attirare le nuove generazioni di consumatori?

Lo è certamente. Il fatto di appartenere a una generazione più giovane non può che essere una chiave in più nelle sue mani, visto che, per quanto giovane, il lavoro che svolge lo mette probabilmente  in una posizione di maggior vantaggio rispetto a molti suoi coetanei nel percorso verso l’apprezzamento e la conoscenza del vino. Al  tempo stesso però, ha ancora certamente fresco nella mente il ricordo dei suoi primi passi nella degustazione, e può essere più facile per lui o lei accompagnare le nuove generazioni nei loro.

I prodotti di nicchia, degustazioni con il produttore, presenza digitale curatissima… quali sono le risorse più importanti dentro la “cassetta degli attrezzi” di un enotecario professionista, oggi?

Sono tutte leve importantissime, e vanno usate nel giusto mix. Quale questo sia, dipende da diversi fattori: dove si trovi un’enoteca, quali siano principalmente i suoi clienti, il carattere e le predisposizioni dell’enotecario stesso.

Hai un’enoteca “del cuore”? Cosa la contraddistingue e cosa ti porta a frequentarla?

Ci sono diverse enoteche che potrei definire “del cuore”. Senza nominarle una per una, posso dire che il loro comune denominatore è certamente il rapporto di sincera amicizia che si è instaurato con chi le gestisce. Alcuni di loro sono molto lontani e magari non ci siamo neanche mai visti di persona, ma hanno mostrato una tale cura di noi come clienti, una così grande sollecitudine nel consigliarci sempre nel nostro miglior interesse, che ormai fanno parte del nostro vissuto come se fossero vecchi amici, come quelli nel cui negozio entriamo regolarmente e che ci fanno sentire sempre i benvenuti.

consorzio collo sponsot

Il Consorzio Tutela Vini Collio è uno dei prestigiosi sponsor che sostengono il Concorso Miglior Enotecario d’Italia 2024

Il Collio

Il Collio è una zona viticola conosciuta in tutto il mondo per la sua varietà di vini bianchi, caratterizzati da una spiccata mineralità e una grande longevità. 

Questa zona collinare, collocata fra le Alpi Giulie ed il Mare Adriatico, crea un microclima assolutamente unico per ventilazione ed escursione termica, in grado di sposarsi perfettamente con la “ponca”, il caratteristico terreno del Collio fatto di marne di origine eocenica, ideali per la coltivazione della vite. 

Il Collio richiama alla mente uno stupendo susseguirsi di declivi dove vengono prodotti i migliori vini bianchi d’Italia da vitigni autoctoni quali Ribolla Gialla e Friulano, accanto ad un universo di vitigni internazionali.

I numeri della Denominazione

  • Oggi il Consorzio rappresenta 270 aziende, tra viticoltori, vinificatori e imbottigliatori.
  • L’areale conta circa 1300 ettari vitati DOC, di cui le varietà più coltivate sono: Pinot Grigio (24%), Sauvignon (18%), Friulano (15%), Ribolla Gialla (11%).
  • Nel 2023 sono stati prodotti poco più di 7 milioni di bottiglie, più o meno in linea con il 2022

L’anniversario dei 60 anni del Consorzio Collio

La nascita del Consorzio Tutela Vini Collio risale al 31 maggio 1964, data in cui venne firmato l’atto notarile di costituzione. Esattamente 60 anni dopo, il 31 maggio 2024, si terrà un evento esclusivo che coinvolgerà, tra gli altri, alcuni dei protagonisti storici della Denominazione e celebrerà questo importante traguardo di impegno e valorizzazione della viticoltura e del territorio del Collio.

Per l’occasione il Consorzio Tutela Vini Collio ha ideato e realizzato un logo dedicato ai 60 anni e un’etichetta istituzionale che accompagneranno le attività del 2024. L’evento del 31 maggio sarà infatti anticipato da un fitto calendario di degustazioni, presentazioni istituzionali e incontri dedicati all’anniversario, che coinvolgeranno stampa, operatori del settore e wine lovers della Regione Friuli Venezia-Giulia e del territorio nazionale.

consorzio collio 60 anni

Il Consorzio Tutela Vini Collio sarà inoltre protagonista di eventi e masterclass all’estero, del consolidato appuntamento con Collio Day, che coinvolgerà l’intera Penisola, di press tour con giornalisti italiani e internazionali che approfondiranno la conoscenza dei vini e del territorio del Collio, e di un evento in occasione di Vinitaly a Verona.

Il Collio e gli enotecari professionisti

Abbiamo rivolto qualche domanda al Consorzio Tutela Vini Collio sul loro rapporto con enotecari professionisti ed enoteche.

  • Perchè avete deciso di rinnovare il vostro supporto al Concorso Miglior Enotecario d’Italia?

Crediamo nel valore aggiunto della professione quale essere l’Enotecario. La capacità di stimolare l’interesse, diffondere la conoscenza e creare momenti di confronto con il consumatore finale contribuiscono alla promozione e valorizzazione del grande panorama viticolo Italiano. 

  • Che ruolo giocano Ho.Re.Ca ed Enoteche nella vendita delle bottiglie della vostra Denominazione?

Il canale principale di vendita del vino DOC Collio è rappresentato principalmente da Enoteche e Ho.Re.Ca. 

  • Quali pensate siano i valori che un enotecario dovrebbe comunicare, quando propone una bottiglia della vostra Denominazione?

Artigianalità.

Rispetto delle buone pratiche agricole ed enologiche.

Vini identitari, dal potenziale di longevità unico e capaci di far esprimere nel calice il comune denominatore del territorio: la mineralità e la salinità tipici della Ponca.

 

 

 

alessandra piubello giuria miglior enotecario d'italia 2024

Alessandra Piubello è giornalista, scrittrice ed esperta degustatrice, oltre ad essere direttore responsabile di alcuni periodici.

È  curatrice  (unica donna in Italia ad avere questo ruolo nel settore) della Guida I Vini di Veronelli e ispettrice per la guida I 1000 Ristoranti d’Italia de L’Espresso. La sua professionalità nel mondo del vino e del cibo si sviluppa in oltre vent’anni di attenta e appassionata attività, supportata da studi (AIS, WSET, Università di Bordeaux).

Collabora con le più importanti riviste di settore nazionali e internazionali. Fa parte di prestigiose associazioni di settore ed è presenza costante nei più importanti concorsi enologici del mondo.

Abbiamo l’onore di avere Alessandra Piubello come membro della Giuria che sta valutando i vari candidati a Miglior Enotecario d’Italia 2024, e le abbiamo rivolto qualche domanda a proposito della figura dell’enotecario e delle sue prospettive future.

Intervista ad Alessandra Piubello

alessandra piubello vigneto

Quali caratteristiche, competenze e valori non possono mancare nel Miglior Enotecario d’Italia?

Terrei in considerazione alcuni punti chiave. Innanzitutto deve avere una conoscenza  approfondita del vino, comprensiva dei diversi tipi di vitigni, regioni vinicole, processi di produzione, tecniche di degustazione e abbinamenti cibo-vino. Questa competenza è essenziale per consigliare in modo informato i clienti e creare esperienze vinicole memorabili. Inoltre deve possedere delle abilità di degustazione affinate, in grado di valutare correttamente il colore, l’aroma, il gusto e la struttura di un vino. Questo consente di identificare le caratteristiche distintive dei vini e di consigliare in base ai gusti e alle preferenze dei clienti. Assai utile è anche la capacità di comunicazione: essere in grado di comunicare in modo chiaro e coinvolgente è essenziale per un enotecario di successo. Includo qui anche la capacità di trasmettere informazioni sul vino in modo accessibile a una vasta gamma di persone, nonché di ascoltare attentamente le esigenze e i desideri dei clienti.

La passione per il vino e per il lavoro nell’ambiente dell’enoteca sono altri elementi fondamentali. L’entusiasmo si riflette nell’impegno di fornire un servizio distintivo ai clienti e nel desiderio di continuare a imparare e crescere nel settore.

Un buon enotecario deve agire con professionalità e integrità in tutte le interazioni con i clienti e i colleghi. Ciò include il trattamento rispettoso dei clienti, la gestione responsabile del vino e l’osservanza degli standard etici del settore.

E’ importante possedere competenze di gestione del tempo, dell’inventario e del personale, oltre a capacità di vendita per promuovere con successo i vini e soddisfare le esigenze dei clienti. Fondamentale è avere una forte cultura del servizio orientata al cliente, interagendo con le esigenze e le preferenze dei clienti, deve quindi essere capace di creare un’esperienza accogliente e piacevole in enoteca, fornendo consigli personalizzati e rispondendo prontamente alle domande e alle richieste dei clienti.

 

In che modo la figura dell’enotecario può essere strategica nella comunicazione del vino per un brand?

Gli enotecari professionisti sono considerati esperti nel loro campo e possiedono una vasta conoscenza del vino, inclusi i dettagli sulle varietà di uva, le regioni vinicole, i processi di produzione e le caratteristiche organolettiche dei vini. Questa competenza consente loro di comunicare in modo efficace le caratteristiche uniche dei vini di un brand specifico. Inoltre gli enotecari possono agire come ambasciatori del marchio, promuovendo attivamente i vini di un brand specifico presso i clienti dell’enoteca. La loro conoscenza approfondita del prodotto li rende credibili e autorevoli quando si tratta di raccomandare vini particolari ai clienti.

Possono organizzare eventi di degustazione guidata, sessioni di abbinamento cibo-vino e altre esperienze vinicole che mettono in evidenza i vini di un brand specifico. Queste esperienze non solo consentono ai clienti di conoscere meglio i vini, ma anche di sviluppare un legame emotivo con il marchio. Inoltre gli enotecari possono svolgere un ruolo chiave nell’educare i clienti sulle caratteristiche del vino, sui metodi di degustazione e sugli abbinamenti cibo-vino. Questo contribuisce a creare una base di clientela informata e appassionata, che è più propensa a sviluppare fedeltà al marchio nel tempo.

Chi gestisce o lavora in enoteca può fornire un feedback diretto al produttore del vino su ciò che i clienti apprezzano di più nei loro vini, nonché su eventuali aree di miglioramento. Questo feedback può essere prezioso per il brand nell’adattare la propria strategia di marketing e sviluppare nuovi prodotti. Gli enotecari possono utilizzare i propri canali online e sui social media per promuovere i vini del brand, condividendo recensioni, raccomandazioni, foto e video delle degustazioni e degli eventi legati al vino.

 

I nostri finalisti sono tutti molto giovani – nel mercato italiano di oggi (e di domani), l’enotecario professionista può essere una risorsa chiave per attirare le nuove generazioni di consumatori?

I giovani consumatori spesso cercano esperienze e approcci innovativi al mondo del vino. Gli enotecari giovani e dinamici possono offrire un approccio fresco e accessibile alla degustazione, utilizzando metodi di comunicazione moderni e tecnologie digitali per coinvolgere i consumatori attraverso social media, blog, podcast e video online.

Gli enotecari professionisti più giovani possono comprendere meglio le tendenze, i gusti e le preferenze della cultura contemporanea, consentendo loro di selezionare vini e creare esperienze che risuonano con le nuove generazioni di consumatori. Questa conoscenza può essere fondamentale per adattare l’offerta di vini e creare un ambiente accogliente e rilassato in enoteca.

Possono quindi svolgere un ruolo importante nell’educare e informare, offrendo degustazioni guidate, corsi di formazione e eventi speciali che li aiutino a far comprendere e apprezzare il vino in modo più approfondito. Questo tipo di approccio educativo ma informale può contribuire a creare una base di consumatori più consapevole e appassionata nel lungo periodo.

Le nuove generazioni sono sempre più sensibili alle questioni legate alla sostenibilità e all’etica aziendale. Gli enotecari possono selezionare e promuovere vini prodotti in modo sostenibile, contribuendo così a soddisfare le esigenze e i valori dei consumatori più giovani.

Si tratta di una professione che può avere un ruolo chiave nella creazione di comunità intorno al vino, organizzando eventi sociali, degustazioni tematiche e club del vino che permettono ai consumatori più giovani di incontrarsi, condividere esperienze e imparare l’uno dall’altro.

 

I prodotti di nicchia, degustazioni con il produttore, presenza digitale curatissima… quali sono le risorse più importanti dentro la “cassetta degli attrezzi” di un enotecario professionista, oggi?

Già prima abbiamo parlato di alcuni elementi essenziali, come la conoscenza approfondita del vino, l’abilità di degustazione, la capacità di comunicazione, aggiungiamo la presenza digitale e social media, la scelta di alcune tipologie di vini di nicchia che altri enotecari non hanno, il network con i produttori, importatori, distributori e altri professionisti del settore e anche un continuo aggiornamento e formazione sul campo: devono restare aggiornati sulle ultime novità del settore e partecipare a corsi di formazione ed eventi per migliorare costantemente le proprie competenze.

Inoltre devono proprio viaggiare, andare a conoscere di persona i produttori nella loro realtà, in modo da poterla trasferire ai clienti in modo empatico e diretta. Sarebbe interessante far poi partecipare i produttori conosciuti a delle degustazioni in enoteca. I giovani enotecari potrebbero anche agire sui servizi che attirino le nuove generazioni, per esempio realizzando una card che consenta di usufruire di determinati vantaggi. Potrebbero effettuare consegne a domicilio, predisporre degli abbinamenti cibo- vino da consegnare al momento dell’acquisto o dopo l’acquisto, o ancora, essere disponibili ad organizzare su richiesta un incontro diretto con il produttore.

 Sarebbe interessante inserire all’interno dell’enoteca una serie di prodotti tipici locali per far comprendere meglio il valore del territorio nella sua interezza. Occorre una certa capacità di strategia per coccolare il cliente pur avendo ben chiaro l’aspetto economico. E l’enoteca potrebbe essere una ‘casa enogastronomica’ dove il vino è l’elemento portante ma non il solo. L’enotecario dovrebbe avere una mentalità aperta anche ad altri settori (turismo, bellezze culturali e artistiche, prodotti gastronomici).

 

Hai un’enoteca “del cuore”? Cosa la contraddistingue e cosa ti porta a frequentarla?

Non ho un’enoteca del cuore, viaggio tantissimo (sono a casa un giorno a settimana) quindi non ho una relazione privilegiata con un’enoteca specifica.

finalisti Concorso Miglior Enotecario d'Italia 2024 a Barolo

I commenti dei sei finalisti del Concorso Miglior Enotecario d’Italia, dopo i giorni di formazione a Barolo e dintorni, ospiti del’Enoteca Regionale del Barolo

 

finalisti allo stage di barolo 2024

Finalisti in vigneto con Edmondo Bonelli – photo credit Cristiana Grimaldi

Dal 17 al 21 Marzo, i sei finalisti del Concorso sono stati ospiti dell’Enoteca Regionale del Barolo per un viaggio di studio e approfondimento sul Barolo e su una selezione di prodotti locali d’eccellenza. Lo stage a Barolo è il primo dei due previsti per i finalisti dell’edizione 2024, il secondo si terrà il prossimo autunno in Champagne.

I finalisti 2024 sono tutti molto giovani (si va dai 28 ai 35 anni), e hanno creato un’atmosfera dinamica e appassionata, di cui hanno beneficiato sia loro stessi, in quanto protagonisti, sia i diversi esperti e operatori che li hanno incontrati durante il viaggio. In contrasto con i dati che ci danno un ritratto in cui le “nuove generazioni” sono poco interessate al vino, l’entusiasmo di sei enotecari professionisti intorno ai trent’anni fa vedere come questa professione possa essere strategica in un mondo del vino che cerca di essere meno elitario e stantio.

Questo il commento di Cristiana Grimaldi, direttrice dell’Enoteca Regionale del Barolo: “La chiave del successo in ambito professionale è riuscire a comunicare la passione per il proprio lavoro… e in questi pochi giorni in cui ho avuto l’onore di essere la loro ombra ho colto l’entusiasmo e la professionalità che animano ognuno dei 6 finalisti e ne sono stata affascinata. È stata un’incredibile occasione di accrescimento anche per me”

Il programma dello stage a Barolo

La parte didattica dello stage si è aperta con un seminario tecnico a cura di Edmondo Bonelli, dedicato alle caratteristiche geologiche e pedoclimatiche dell’area, introducendo quindi le MGA del Barolo, sia dal punto di vista della storia e della descrizione delle singole zone, sia dal punto di vista degustativo, con l’assaggio di microvinificazioni di singole MGA. Ne è seguita una degustazione narrata a cura di Cristiana Grimaldi e Sandro Minella, con tre esempi di Barolo DOCG 2019 di tre produttori e tre MGA differenti, per comprendere meglio le diversità interne all’area.

Durante le giornate di stage i finalisti hanno potuto anche visitare alcuni piccoli musei locali, come il Museo del Cavatappi,  il Wi.Mu. Museo del vino, entrambi a Barolo e il Mu.de.t, Museo del Tartufo di Alba.

La parte didattica del secondo giorno ha visto tour delle MGA e degustazione di approfondimento di 6 Bussia “in verticale”, con annate e stili a confronto.

La visione enogastronomica del territorio, oltre alle competenze sul Barolo, è stata integrata e completata da un approfondimento su Langhe DOC NAS-CËTTA del comune di Novello e da tre eccellenze piemontesi: Nocciola del Piemonte IGP, Murazzano DOP, Crudo di Cuneo DOP, con visite alle sedi di produzione.

Infine, tutte le cene e i momenti di condivisione sono state ulteriori occasioni di assaggio e confronto su vini e abbinamenti con la cucina locale.

Per raccontare al meglio questa meravigliosa esperienza di formazione e condivisione, vi lasciamo alle loro parole.

I commenti dei finalisti sul viaggio studio a Barolo

degustazione Barolo durante lo stage di approfondimento

Degustazione di Barolo – photo credit Cristiana Grimaldi

Daniele Liurni, Roma, Enoteca Krasì

La soddisfazione di aver raggiunto la Finale per la seconda volta di seguito è stata accompagnata da quella di aver potuto visitare le Langhe in maniera innovativa, realizzando meglio che il vino non è il solo protagonista ma è uno dei tanti attori della filiera enogastronomica della regione.
Prendere spunto riportando questo approccio alle aree vitivinicole del nostro Paese, mi ha fatto capire che non può esserci giusta comunicazione e vendita del vino se non calandolo in un più ampio contesto culturale e sociale, oltre che economico.
Siamo passati da piccole realtà di coltivatori e trasformatori della Nocciola Tonda Gentile del Piemonte, a più grandi salumifici che cercano la loro strada nel vasto e competitivo mercato del prosciutto crudo, passando per la tenacia e la perseveranza di chi alleva 300 degli ultimi 1500 esemplari rimasti di pecora delle Langhe per produrre il Murazzano, la più piccola DOP casearia del Piemonte.
In un fazzoletto di terra che ha conosciuto guerra e miseria, fame e contrasti, e che oggi è invece avvolto dal benessere e da una fama di livello mondiale, c’è ancora un mondo di persone in lotta con la quotidianità della vita agricola e delle sue difficoltà e sotto uno strato superficiale di successi adamantini si nasconde la profonda e continua attitudine al sacrificio della gente che popola le colline di Langa.
Fiero di esserne stato testimone.
Il gruppo è stato fantastico, tutti ragazzi giovani molto appassionati e curiosi, di ottima attitudine! Mi fanno sentire un po’ responsabile come vecchietto del gruppo e mi rendo conto che il futuro del vino con loro è in ottime mani.
stage a barolo seminario con degustazione

Seminario con degustazione – photo credits Cristiana Grimaldi

Mattia Manganaro, Brescia, Biesse Wine 

Sicuramente quando senti parlare di Piemonte tante volte la gente collega solamente Barolo e Barbaresco. Invece attraverso questo stage abbiamo potuto sentire la campana di tante altre forze di questo territorio che silenziosamente lavorano sodo per selezionare prodotti eccezionali e sorprendenti.
Naturalmente il tutto condito da degustazioni e lezioni veramente accattivanti e molto curiose su temi unici.
Un ringraziamento va decisamente a chi ha reso tutto questo possibile ovvero il Concorso e gli operatori  che hanno condiviso con noi questi giorni fantastici.
Infine non posso non citare gli altri finalisti, che hanno reso ogni chiacchierata, degustazione e cena veramente eccezionale.

Visita al prosciuttificio “Carni Dock” con G.B. TESTA, Direttore del Consorzio di Tutela e Promozione del Crudo di Cuneo – photo credit Stefano Caffarri

Silvia Angelozzi, Alba Adriatica, Bellariva Bistrot

Ricordo perfettamente che durante la prova orale della scorsa edizione del concorso, mi venne chiesto quale fosse la mia regione preferita, e io risposi senza dubbio, il Piemonte!

Avere avuto la possibilità di approfondire il mondo del Barolo, della Nas-Cëtta e delle tipicità gastronomiche locali, era l’esperienza migliore che potesse capitarmi, proprio per il desiderio e il legame con la regione Piemonte!
Grazie al preziosissimo lavoro di tutto lo Staff dell’Enoteca Regionale del Barolo, degli enti promotori di Nascetta di Novello, Nocciola del Piemonte IGP con Corilanga, Murazzano DOP con l’Azienda Agricola Abate e il consorzio Crudo di Cuneo DOP, abbiamo vissuto con i colleghi finalisti, giorni intensi e pieni, di confronto e di approfondimento tecnico, senza mai abbandonare il lato storico ed empatico di questa meravigliosa regione!
Grazie infinite all’organizzazione del Concorso per aver reso possibile tutto questo!

Due dei Barolo degustati – photo credit Stefano Caffarri

Diletta Landozzi, Siena, Enoteca Il Battistero

Questi giorni a Barolo sono stati intensi, ricchi di confronto costruttivo. Siamo stati accolti come in famiglia dai professionisti che ci hanno aperto le porte delle loro aziende.
Un viaggio liquido indimenticabile con un team fortissimo!

Eccellenze di Langa – photo credit Stefano Caffarri

Nicola Prestini, Dello, Enoteca Tapporaso

Uno stage incredibile. Tre giorni e mezzo di valore inestimabile.
Siamo stati fortunatissimi ad avere come ombra Cristiana che ci ha mostrato la sua Langa con gentilezza e professionalità.
I contenuti affrontati sono stati ricchi e concentrati ma alleggeriti grazie ai rapporti che si sono creati con gli altri colleghi stupendi!
Bellissime persone, spunti tecnici e pratici e molto concreti. Queste sono le cose che mi porto a casa.

Nas-cëtta_Lab a cura di Federico Moznich – photo credit Stefano Caffarri

Lorenzo Longhi, Milano, Cantine Isola

Esperienza per me di grande respiro langarolo, autentico nell’espressione dei vini ma ancor di più percepito nell’animo degli abitanti della Langa. L’Enoteca Regionale del Barolo, personificata in Cristiana, ci ha offerto in primis un percorso didattico dettagliato della denominazione attraverso delle figure professionali di riferimento del territorio, da cui personalmente ho appreso dei concetti essenziali e di ampia visione del Barolo.
Mi ha riempito di gioia conoscere realtà produttive altrettanto storiche e di lunga tradizione che parallelamente alla viticoltura contribuiscono come eccellenze ad elevare il territorio, come il Murazzano DOP, la Nocciola Piemonte IGP e il Prosciutto di Cuneo DOP; nell’arco di qualche giorno si è creato un forte legame tra di noi e credo sarà duraturo nel tempo.
Più che un ringraziamento vorrei fare una lode ai miei compagni di viaggio, condividiamo una passione viscerale per il vino e per l’Italia di cui siamo tanto orgogliosi ma questa potrebbe quasi risultare un’ovvietà visto il contesto professionale. Ho vissuto una piccola porzione di vita in un tempo compresso, la gioia e l’entusiasmo dei miei compagni mi ha contagiato e mi sono sentito in famiglia.
Come in ogni viaggio lo si sogna prima che avvenga, si hanno delle aspettative e non si sa mai cosa potrà accadere, poi lo vivi e hai la possibilità di innamorarti delle persone e dei luoghi per poi ricordarlo a lungo nel tempo sperando di poter vivere ancora le stesse emozioni. Presto per nostra fortuna ci aspetta una nuova esperienza e non vediamo l’ora di partire.