Miglior Enotecario d'Italia 2023 le iscrizioni sono aperte

Dopo il grande riscontro registrato dalla prima edizione, inizia il concorso Miglior Enotecario d’Italia edizione 2023

Cos’è il Concorso Miglior Enotecario d’Italia

Il contest, ideato nel 2021 dall’AEPI, l’Associazione Enotecari Professionisti Italiani gode del Patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf) ed è realizzato con la collaborazione di Vinarius Associazione Enoteche Italiane

Iniziative come questa ci aiutano a ribadire l’importanza della filiera e la sua centralità. In un percorso che parte dal produttore e arriva al consumatore finale, è giusto valorizzare chi garantisce e diffonde la qualità del prodotto” ha commentato il Ministro Francesco Lollobrigida, intervenuto per un cenno di saluto.

È la prima iniziativa che a livello nazionale accende la competizione all’interno della categoria rendendo merito all’eccellenza e alla professionalità dell’enotecario. Una figura che negli anni è evoluta nelle mansioni e nelle responsabilità acquisendo un ruolo sempre più importante all’interno del negozio e della sala e diventando un punto di riferimento assoluto per il cliente finale.  

Conoscenza del prodotto che si estende alla capacità di proporlo e alla sensibilità nell’abbinarlo, ma anche predisposizione all’ascolto, attitudine al dialogo, creatività ed inventiva nel mantenere il rapporto diretto sia con il consumatore sia con l’azienda produttrice: un bravo enotecario deve essere in grado di fare, e sapere, molte cose. Solo così può adempiere a quel suo ruolo di ambasciatore del vino e della bevanda alcolica in generale a cui il Concorso fa riferimento” ha spiegato Francesco Bonfio, Presidente AEPI, nel corso della conferenza stampa di presentazione svoltasi questa mattina nella Sala Cavour del Mipaaf.L’enotecario è una figura che necessita di una nuova e più consapevole attenzione mediatica e merita un riconoscimento per il ruolo che riveste nella filiera del vino e dell’agroalimentare” ha ricordato. 

Il Ministro Lollobrigida alla presentazione del Concorso Miglior Enotecario d'Italia 2023

L’edizione 2023 del Concorso Miglior Enotecario d’Italia

Il contest è aperto sia agli enotecari operanti nelle bottiglierie, dove viene proposta la vendita per asporto, sia ai professionisti che lavorano all’interno di mescite (winebar) dove è previsto il servizio. A ciascuna tipologia corrisponde una sezione iscrizione a cui possono accedere titolari, consulenti, collaboratori e liberi professionisti. Conditio sine qua non è che ciascun aspirante sia operativo al momento dell’iscrizione. 

Due i premi speciali in gara: il Miglior Enotecario d’Italia UNDER30 con cui il progetto desidera stimolare e gratificare i giovani che hanno scelto di intraprendere la professione e il Miglior Enotecario d’Italia all’Estero con cui si vuole rendere omaggio all’Italiano che per vari motivi esercita al di fuori della Nazione.

Le iscrizioni si aprono oggi e chiuderanno nel mese di febbraio per poi dare vita al primo processo di selezione, a carico della giuria, e alle due prove tecniche che sarà necessario superare per decretare i finalisti. 

Ciascuna prova sarà giudicata da una giuria di esperti presieduta anche quest’anno da Stefano Caffarri, comunicatore e importante riferimento dell’intero settore enogastronomico italiano. 

Il Concorso Miglior Enotecario d’Italia rappresenta anche una esclusiva occasione di crescita professionale. In qualità di formatore sarà presente il prestigioso Comité de Champagne che per il secondo anno consecutivo offre, ai finalisti del Concorso, la possibilità di vivere un’esclusiva full-immersion di quattro giorni a Epernay. Annunciato anche un secondo storico ed eccezionale partner, di matrice italiana, il cui nome verrà svelato prossimamente. 

Gli sponsor

A confermare il valore dell’iniziativa è anche il grande sostegno dei Consorzi che hanno scelto di aderire a questa seconda edizione del Concorso in qualità di sponsor: Consorzio Vini doc delle Venezie, Consorzio di Tutela Vini del Trentino, Consorzio Vino Toscana, Consorzio di Tutela Vini d.o.c. Cirò e Melissa, Consorzio Vino Chianti Classico, Consorzio Tutela Vini Friuli Colli Orientali Ramandolo, Consorzio Tutela Vini Collio.

 

Le candidature all’edizione 2023 del Concorso sono state ufficialmente aperte.

Ci si iscrive qui.

 

intervista finalisti prima edizione: perchè partecipare?

I finalisti della prima edizione

Andrea Lauducci e Mattia Manganaro  per la categoria Bottiglierie Classiche,  Pietro Palma e Luca Civerchia per la categoria Enoteche con Mescita, sono i finalisti della prima edizione del Concorso. Sono arrivati fino alla finalissima di Roma, tenutasi lo scorso Giugno, insieme ai vincitori Filippo Carraretto e Luca Sarais, vivendo fianco a fianco tutte le prove e le straordinarie esperienze degli stage (a cui partecipano tutti i finalisti) in Champagne e a Montalcino.

In attesa di svelare tutti i dettagli sulla seconda edizione del Concorso Miglior Enotecario d’Italia, anticipata dall’intervista al presidente Bonfio, abbiamo chiesto ai co-protagonisti della prima edizione il loro punto di vista, e perchè sia valsa la pena partecipare, pur senza arrivare alla vittoria. Ecco la breve intervista:

Intervista ai finalisti della prima edizione del Concorso Miglior Enotecario d’Italia

Pietro, Luca, Andrea e Mattia: grazie del vostro tempo e della vostra collaborazione.

Qual è il ricordo più bello della vostra partecipazione alla prima edizione del Concorso?

Pietro: L’intero stage in Champagne ed il bel gruppo che si è formato con gli altri finalisti. Siamo tuttora in contato e ci sentiamo regolarmente, questa è la cosa migliore che il concorso ha lasciato a tutti noi.

Andrea: L’incontro con gli altri colleghi, per scoprire che sono tutte persone speciali. Lo stage in Champagne, che ci ha fatto vivere delle esperienze incredibili a contatto con produttori e chef de cave che non avremmo mai potuto conoscere in altro modo.

Mattia: Sicuramente sono stati gli stage di formazione in Champagne e a Montalcino. Anche se penso che il fattore aggiuntivo sia stato conoscere i pilastri di questi luoghi che hanno contribuito, tramite le loro storie, a narrarci di due luoghi eccezionali e unici.

Luca: Nel complesso ogni fase è stata avvincente. Dalle prime prove scritte dove oltre la cultura genereale era richiesta anche l’esperienza e la conoscenza della vita da enotecario. Se dovessi cristallizzare un momento è stato durante il primo viaggio studio, quando ho realizzato che quelli che consideravo avversari si sono rivelati ottimi compagni di avventura.

Quale è stata la prova che vi ha messo maggiormente in difficoltà?

Pietro: Il dover consigliare i vini nella prima prova senza aver avuto tempo di assaggiarli. Per le prossime edizioni sarebbe meglio lasciare ai finalisti qualche minuto di tempo per familiarizzare con i vini prima della prova.

Andrea: La prima prova dell’esame finale è stata molto complicata. Non avevo capito bene qual era l’obiettivo principale e, purtroppo, mi sono discostato da quello. Non ero a mio agio e non ho avuto la prontezza di riflessi di fare la domande giuste.

Mattia: Con tutta sincerità la prova finale d’esame. Essere davanti ad una giuria così importante è stato bellissimo ed emozionante.

Luca: Direi l’ultimo test scritto che abbiamo fatto online. Era un giornata complicata e ho dovuto rispondere al test mentre lavoravo.

Date due buoni motivi ai colleghi enotecari per iscriversi alla prossima edizione!

Pietro: Per confrontarsi con colleghi competenti, dare visibilità alla nostra categoria professionale e imparare nuove cose attraverso le esperienze che il concorso consente di vivere.

Andrea: Di sicuro il fatto di mettersi alla prova è quello più importante! A volte si scopre che si possono mettere in discussione delle cose che sembravano cristallizzate. La conoscenza di altri colleghi esperti e le esperienze vissute sul campo con gli stage.

Mattia: Il primo motivo è quello di mettersi in gioco per capire sempre il tuo livello di preparazione e per poter imparare anche dagli altri. Il secondo motivo è quello di poter conoscere persone fantastiche ed instaurare nuove amicizie.

Luca: É un ottimo motivo per approfondire molti aspetti della professione dell’enotecario e se si è bravi quanto basta per arrivare in finale quella giornata sarà una di quelle occasioni di confronto che raramente accadono nella routine lavorativa.

Per saperne di più sulla prossima edizione

Manca poco al lancio della seconda edizione del Concorso Miglior Enotecario d’Italia. Se avete domande, nel frattempo potete scriverci a segreteria@migliorenotecarioditalia.it, seguirci su Facebook o su Instagram e, per sapere tutti i dettagli in anteprima iscrivetevi alla newsletter del Concorso.

intervista Bonfio concorso miglior enotecario d'italia nuova edizione

A qualche mese dalla conclusione della prima edizione del Concorso Miglior Enotecario d’Italia, si riflette su come è andata, preparando la strada per il futuro.

La persona che in prima linea ha dato vita ed è stata l’anima del Concorso è senza dubbio il presidente di AEPI Francesco Bonfio, a cui quindi si dà la parola.

Intervista a Francesco Bonfio, presidente AEPI e ideatore del Concorso Miglior Enotecario d’Italia

Buongiorno presidente Bonfio, riavvolgiamo il nastro e torniamo indietro all’inizio dell’estate. Ci racconti qualcosa che non ci si aspettava dall’edizione 2022, con cui il Concorso ha esordito, primo nel suo genere

FB: L’entusiasmo degli sponsor. I Consorzi di Tutela, appena terminata la prima edizione, hanno subito chiesto di mettere in cantiere in fretta la seconda edizione. 

Quindi il mistero è già svelato: ci sarà una seconda edizione. Anticipazioni?

FB: Ci sarà. Credo immaginiate che non potrò essere generoso di notizie essendo ancora embrionale l’organizzazione della seconda edizione. Probabilmente confermeremo Stefano Caffarri alla Presidenza della Giuria, nella prima edizione ha soddisfatto tutte le nostre aspettative per cui da parte nostra speriamo ancora di averlo con noi. I prossimi passi dovrebbero essere i seguenti: a metà novembre lanceremo la nuova edizione, con i dettagli e il calendario delle prove di esame. La timeline di prove, stage formativi e finalissima sarà simile a quella del 2022. 

Lei tocca un altro punto di estremo interesse: gli stage. Sono stati, giustamente, la meta più ambita e uno dei motivi che hanno suscitato maggior entusiasmo tra i partecipanti. Come li commenta?

FB: Debbo dire che noi organizzatori andavamo sul velluto con due straordinari enti come il Consorzio del Brunello e il Comité Champagne. Ma i sei finalisti, che si sono guadagnati i due stage formativi, hanno raccontato che questa esperienza è stata di maggior spessore del Concorso stesso, il che è tutto dire. Una occasione come questa è certamente qualcosa che resterà per anni nella loro memoria.

Come ha trovato il livello generale di preparazione dei partecipanti al Concorso?

FB: Ho trovato un livello di preparazione molto elevato già nella seconda prova, la semifinale. Poi alla finalissima sono arrivati davvero dei candidati di eccellente conoscenza, sapienza, capacità. Fuoriclasse della professione.

Che profilo avevano gli iscritti?

FB: Come tutti hanno notato, siamo molto soddisfatti perchè i giovani e giovanissimi sono stati preponderanti. Rammarico invece che la presenza femminile, partita con numeri quasi pari ai maschietti non abbia fatto scaturire nessuna finalista. La provenienza fortissima del Nord, poco più che sufficiente del Centro e molto, molto bassa del Sud invece ci spinge a lavorare molto nell’ottica di avere gli eccellenti enotecari del Meridione più coraggiosi. Hanno tutte le carte in regola per fare e fare bene alla prossima edizione.

Per saperne di più

Ringraziando il presidente Bonfio, rimaniamo a disposizione per domande in vista della prossima edizione, che verrà lanciata ufficialmente a novembre. Scriveteci a segreteria@migliorenotecarioditalia.it, seguiteci su Facebook o su Instagram e, per sapere tutti i dettagli in anteprima iscrivetevi alla newsletter del Concorso.

Daniele Leopardi, che insieme al fratello gestisce l’enoteca Tentazioni, a Parigi nel quartiere di Montmartre,  si è aggiudicato il premio Miglior Enotecario d’Italia all’Estero 2022, sotto l’egida del Consorzio Tutela Vini della Valpolicella.

Daniele Leopardi premiato dal presidente del Consorzio della Valpolicella Cristian Marchesini

INTERVISTA A DANIELE LEOPARDI, MIGLIOR ENOTECARIO D’ITALIA ALL’ESTERO 2022

Qual è il primo commento sul Concorso Miglior Enotecario d’Italia e sul premio che hai vinto?

Sono davvero molto felice di ricevere il premio di Miglior Enotecario d’Italia all’Estero, è per me un onore rappresentare la qualità del lavoro degli enotecari professionisti italiani all’estero. In particolar modo essendo situato a Parigi, in un Paese di grande cultura vinicola come la Francia.

 

Qual è la sfida più grande per un enotecario italiano all’estero?

Sicuramente quella di far conoscere e riconoscere la qualità dei vini italiani al di fuori dei classici più commerciali e presenti nella grande distribuzione. Per esempio, gli spumanti Franciacorta o Trento Doc sono molto poco conosciuti, perché non presenti in grande distribuzione all’estero (a differenza del Prosecco). Una sfida per l’enotecario è quella di proporli, farli scoprire, valorizzarli e in un certo senso «educare» la clientela al prodotto di qualità.

 

Quali tipicità e simboli del made in Italy sono ricercati e riconosciuti nella vostra realtà parigina?

Il cliente medio ricerca le denominazioni più conosciute come Chianti, Valpolicella, Montepulciano d’Abruzzo, Barolo, Amarone. Negli ultimi 5 anni abbiamo riscontrato anche una ricerca crescente di alcune grandi cuvée italiane come Tignanello, Sassicaia, Ornellaia o Masseto. Da Tentazioni sappiamo rispondere a tutti questi tipi di ricerche. Offriamo una gamma di molte centinaia di etichette diverse, dal vino semplice per tutti i giorni, fino ai più grandi vini italiani, per soddisfare una clientela ampia ed eterogenea.

 

Perchè i tuoi colleghi e le tue colleghe dovrebbero iscriversi al prossimo Concorso?

Sicuramente consiglierei ai miei colleghi e colleghe di iscriversi al prossimo concorso per partecipare ad un’esperienza unica, costruttiva e ricca di emozioni e cose da imparare.

Abbiamo visto in questa prima edizione che anche alcuni colleghi già molto affermati hanno voluto partecipare, rimettendosi in gioco, e penso che sia un bell’esempio dal quale prendere spunto.

Siamo grati a Daniele per la sua partecipazione all’edizione 2022 del Concorso Miglior Enotecario d’Italia e per il lavoro di diffusione e valorizzazione del vino e della cultura gastronomica che svolge quotidianamente.

Il premio esposto presso il locale Tentazioni a Montmartre Parigi

Luca Sarais vincitore miglior enotecario d'Italia 2022 categoria enoteche con mescita

Luca Sarais è il proprietario della storica enoteca Cantine Isola, di via Paolo Sarpi a Milano, che fu della famiglia Isola e che i Sarais hanno in gestione dal 1991.  Ha vinto il premio Miglior Enotecario d’Italia 2022 per la categoria Enoteche con mescita.

Complimenti a un grande professionista che ha avuto l’umiltà di mettersi alla prova e il coraggio di divertirsi facendolo.

LA GALLERY DI ALCUNI MOMENTI DI LUCA SARAIS DURANTE LA FINALE

INTERVISTA A LUCA SARAIS, MIGLIOR ENOTECARIO D’ITALIA 2022 PER LA CATEGORIA ENOTECHE CON MESCITA

Qual è il primo commento sul Concorso Miglior Enotecario d’Italia e sul premio che hai vinto?

É stato un onore parteciparvi e è stato glorioso vincere. Sono molto felice di aver vinto questo premio, è un po’ una consacrazione al lavoro di tanti anni. Ovviamente non è che più lavori più guadagni “punti”, ma tanta passione per tanti anni di fila… beh è una scelta di vita non sempre facile , anche per il tempo che si toglie alla famiglia. Poi le soddisfazioni sul lavoro condivise con clienti, che negli anni sono diventati anche qualcosa di più, e con i collaboratori, danno un tocco in più di umanità a un lavoro che assorbe per tante ore. La fama che si riesce a ottenere nel tempo è frutto di tanti piccoli tasselli.
In più è stato centratissimo il fatto di regalare due stage  bellissimi a tutti i finalisti.  Abbiamo fatto squadra, abbiamo condiviso un’esperienza indimenticabile e costruttiva. Abbiamo creato un bel gruppo. Alla fine, nonostante sia contento del premio ricevuto, ero dispiaciuto che non l’avesse vinto uno dei miei compagni di viaggio.

Il ricordo che rimarrà più indelebile di tutta l’esperienza

É stato molto bello! Così come le persone che abbiamo incontrato in questi due viaggi, persone speciali.

Una cosa che hai imparato, e una cosa inaspettata

A me è piaciuto moltissimo il taglio che è stato dato al Concorso perché non è stata una prova di muscoli, a chi ne sa di più, ma su come mettere a disposizione la propria conoscenza e savoir faire con il cliente, che poi è ciò che sempre mi han insegnato mio padre e la Milly Isola, mia grande maestra. Non ce n’è, nel nostro lavoro avere la passione per il vino  non basta, bisogna saperla diffondere, è una dote, bisogna che il cliente vada sempre via con il sorriso e con la voglia di tornare.
Durante il Concorso, la prova con il venditore , che poi era un vero direttore commerciale, è stata una genialata. Complimenti davvero a chi le ha pensate.

Perché i tuoi colleghi e le tue colleghe dovrebbero iscriversi al prossimo Concorso?

Bisogna trovare il modo che questo premio venga enfatizzato il più possibile affinché alla prossima edizione si iscriva il numero maggiore di colleghi per tutta Italia, perché è stato bellissimo, divertente ma anche stimolante: ogni tanto rimettersi in gioco fa bene, serve  a rimanere con i piedi per terra e a limare alcune lacune che nel tempo si formano perché non ci pensi più o perché le dimentichi.

Cosa pensi di un ipotetico concorso europeo dove tu dovrai partecipare di diritto in rappresentanza dell’Italia?

Una bella sfida. La lingua l’ostacolo che mi sembra più grande, però sarebbe bellissimo.
Sarebbe importante dare delle regole comuni chiare che possano far preparare i partecipanti.

Il premio Miglior Enotecario d’Italia 2022 esposto da Cantine Isola, in via Paolo Sarpi 30 a Milano

Ringraziamo Luca per la professionalità e le belle parole, un esempio per la nostra categoria!

Filippo Carraretto vincitore Miglior Enotecario d'Italia 2022 bottiglierie classiche e under 30

Filippo Carraretto ha 25 anni e lavora presso l’enoteca di famiglia La mia Cantina, a Padova. Ha vinto il premio Miglior Enotecario d’Italia 2022 per la categoria Bottiglierie Classiche, e il premio Miglior Enotecario d’Italia 2022 Under 30, sotto l’egida del Consorzio del Chianti Classico. 

Una doppia vittoria quindi, per questo giovane enotecario, a cui abbiamo rivolto alcune domande.

LA GALLERY DI ALCUNI MOMENTI DI FILIPPO CARRARETTO DURANTE LA FINALE

INTERVISTA A FILIPPO CARRARETTO, MIGLIOR ENOTECARIO D’ITALIA 2022 PER LA CATEGORIA BOTTIGLIERIE CLASSICHE E MIGLIOR ENOTECARIO D’ITALIA 2022 UNDER 230

Qual è il primo commento sul Concorso Miglior Enotecario d’Italia e sul premio che hai vinto?

Il Concorso è stato molto stimolante, mi ha dato la possibilità di mettermi in gioco e dimostrare a me stesso il percorso che ho fatto in questi anni.

Il ricordo che rimarrà più indelebile di tutta l’esperienza

Il ricordo, che considero allo stesso tempo anche il premio più grande, è l’amicizia che si è creata con i finalisti ed i bei momenti passati assieme

Una cosa che hai imparato, e una cosa inaspettata

Ho imparato a credere di più in me stesso. Fino a dove sono riuscito ad arrivare è stata una cosa inaspettata 

Perché i tuoi colleghi e le tue colleghe dovrebbero iscriversi al prossimo Concorso?

Consiglio ai miei colleghi, soprattutto giovani Enotecari, di iscriversi a questo concorso in quanto dà la possibilità di confrontarsi con persone di assoluto spessore e professionalità. La considero un’occasione di crescita personale e di carriera per chiunque.

Cosa pensi di un ipotetico concorso europeo dove tu dovrai partecipare di diritto in rappresentanza dell’Italia?

Sicuramente un concorso a livello europeo sarebbe per me un ulteriore stimolo e si, sarà in prima linea!

Che consiglio daresti ad un/una giovane che sta muovendo i primi passi in questa professione?

Consiglierei di fidarsi del proprio istinto e gusto. Di non lasciarsi influenzare dalle mode e soprattutto esplorare, vivere i territori produttori di vino e parlare in prima persona con gli esperti, ma i veri esperti ossia i produttori.

Qual è secondo te la novità più importante che può portare il rinnovamento generazionale nella categoria degli enotecari?

La novità più importante che può portare al rinnovamento generazionale sicuramente sarà lo sdoganamento delle enoteche da parte dei giovani. Al giorno d’oggi a volte sembra quasi facciano timore e abbiano paura ad entrarci. In tal modo, i giovani si avvicinerebbero di più al mondo delle enoteche facendosi consigliare ed iniziando a bere vino di qualità.

I premi Miglior Enotecario d'Italia 2022 di Filippo Carraretto Enoteca La mia Cantina Padova

Ringraziamo Filippo per i suoi consigli, che saranno sicuramente di ispirazione per molte colleghe e colleghi, giovani o meno.

Luca Sarais e Filippo Carraretto, vincitori del Concorso Miglior Enotecario d'Italia

I migliori Enotecari d’Italia 2022 sono Luca Sarais dell’enoteca con mescita Cantine Isola e Filippo Carraretto della bottiglieria La mia Cantina.

Svelati durante la finalissima di ieri sera, lunedì 20 giugno, i nomi dei vincitori. Premiato, inoltre, Daniele Leopardi come Miglior Enotecario d’Italia all’Estero, mentre Filippo Carraretto si aggiudica anche il titolo Miglior Enotecario Under 30.

 

Finalmente sono stati svelati i nomi dei vincitori del Concorso Miglior Enotecario d’Italia per le due categorie in gara, bottiglierie ed enoteche con mescita. Sono stati Luca Sarais e Filippo Carraretto ad aver superato le varie sfide pensate per testare le capacità dei partecipanti e ad essere stati incoronati dalla giuria capeggiata dal giornalista, scrittore ed esperto Stefano Caffarri.

Un percorso iniziato nei primi mesi del 2022 e conclusosi ieri sera, nella stupefacente cornice del Borgo Pallavicini Mori nella campagna romana, che ha permesso di esaltare la figura professionale dell’enotecario.

“Siamo orgogliosi di aver premiato le competenze, le conoscenze e le capacità di questi professionisti. Questo non è stato solamente un concorso, ma anche un momento di incontro per l’intera categoria, un momento di formazione e miglioramento. – afferma Francesco Bonfio, Presidente di AEPI Il nostro obiettivo era riuscire a puntare i riflettori su questa professione, centrale nel mondo del vino e dei distillati per la sua particolare vicinanza al consumatore. Una vicinanza che abbiamo voluto celebrare attraverso le varie prove a cui gli enotecari professionisti sono stati sottoposti in questi mesi. Luca e Filippo, sono bandiera di questo mestiere per le loro competenze e per il loro saper confrontarsi con il cliente, per la loro capacità di interfacciarsi con i produttori dando precedenza alla cura del dettaglio e all’ascolto”.

Sotto l’egida del Consorzio della Valpolicella è stato premiato come Miglior Enotecario d’Italia all’estero Daniele Leopardi, dell’Enoteca Tentazioni situata a Parigi: “Ci complimentiamo tutti con Leopardi che opera a Parigi, dove sei in cima al mondo con gli onori e gli oneri che ne derivano. – continua BonfioParigi è da sempre uno zoccolo duro per il consumo dei vini francesi; sapere di avere un professionista capace di rappresentare così bene l’Italia e i suoi vini all’estero ci fa sicuramente onore”.

Filippo Carraretto dell’enoteca La Mia Cantina di Padova è stato premiato anche come Miglior Enotecario Under 30, con il Consorzio Chianti Classico promotore del premio: “Un vero astro nascente, tanto giovane quanto talentuoso e con un luminoso futuro davanti” – spiega Francesco Bonfio – Non possiamo che ringraziare il Consorzio del Chianti Classico per averci permesso di premiare Filippo per le capacità che ha saputo dimostrare durante tutto il percorso”.

Non solo prove e competizioni hanno contrassegnato il Concorso Miglior Enotecario d’Italia ma anche momenti di alta formazione possibili grazie alla partnership con il Comité Champagne e il Consorzio del vino Brunello di Montalcino. Uno degli obiettivi del concorso, infatti, è stata la creazione di occasioni di unione e contaminazione tra le svariate competenze proprie degli enotecari in concorso. “Incontrarsi e permettere a dei professionisti del settore di confrontarsi su temi come l’attività di consulenza, il contatto con il consumatore, le conoscenze tecniche riguardanti le etichette, le basi culturali per valorizzare il prodotto, lo spessore umano fondamentale per questa figura sono stati la vera chiave vincente per questo concorso. Esserne parte come presidente di giuria insieme ai miei colleghi: Chiara Giovoni, comunicatrice, Leila Salimbeni, giornalista, Cristian Deflorian di Pasta Felicetti e il sommelier professionista Giuseppe Vaccarini è stato un grande onore” spiega Stefano Caffarri.

 

Fondamentale anche la collaborazione con i Consorzi che hanno deciso di aderire e diventare sponsor della competizione: Consorzio Tutela Vini dei Colli Orientali del Friuli Ramandolo, Consorzio Vini DOC delle Venezie, Consorzio Vini Alto Adige, Consorzio Vino Chianti Classico, Consorzio di Tutela Vini Cirò e Melissa, Consorzio Vino Toscana, Consorzio di Tutela Vini del Trentino, Consorzio Tutela Vini Colli Euganei, Consorzio Tutela Vini Valpolicella, Enoteca Regionale del Barolo.

 

Manifestazione con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e forestali

 

i sei finalisti del Concorso a Montalcino

I commenti dei sei finalisti del Concorso Miglior Enotecario d’Italia, dopo i tre giorni di formazione ad Montalcino ospiti del Consorzio del Brunello di Montalcino

 

Dal 14 al 16 Giugno, i sei finalisti del Concorso sono stati ospiti del Consorzio del vino Brunello di Montalcino per tre giorni a Montalcino. Tre giorni di zone, di altitudini, di esposizioni, di stili con verticali per andare nel profondo del rosso italiano più famoso nel mondo.

Il territorio da conoscere per trasmettere l’essenza della denominazione ai clienti finali, veri destinatari della conoscenza che hanno gli enotecari. Il Consorzio ha messo a punto un programma di pregio assoluto in cui immergersi prima della finale di lunedì.

Gli enotecari sono stati guidati in un’itinerario formativo creato dal Consorzio tra degustazioni, cantine, storie e caratteristiche del territorio da tre guide d’eccezione: Filippo Bartolotta, wine expert e storyteller del mondo del vino; Gabriele Gorelli, primo Master of Wine italiano ad ottenere il prestigioso riconoscimento del The Institute of Masters of Wine; Nicola Berti, enologo che ha collaborato alla realizzazione di grandi vini.

Qui di seguito i commenti dei finalisti.

I commenti dei finalisti

 

Filippo Carraretto, La mia Cantina, Padova

Mi è sempre piaciuta la realtà di Montalcino: un pool eno-gastronomico da far brillare gli occhi e dei panorami che ti entrano nel cuore. Ho avuto modo di conoscere nel tempo la sua realtà, ma con questa esperienza ho consolidato le idee che già avevo: ammiro e condivido a pieno la mentalità di questa zona viticola, che fa del gruppo e della voglia di collaborazione un punto di forza da sfruttare per portare al vertice un territorio a dir poco straordinario (anche trainato dai grandissimi, basti a pensare l’effetto delle 3 B, Biondi-Santi, Barbi e Banfi). Essere guidati in questi tre giorni da personaggi di spessore come Filippo Bartolotta (grandissimo comunicatore e conoscitore del territorio), Gabriele Gorelli (essere MW significa essere una persona assolutamente fuori dal comune. Lui personifica ciò che si definisce un pozzo di conoscenza, è sempre attivo nella ricerca e continuo aggiornamento che fa della curiosità un motore di spinta) e Nicola Berti (enologo preparatissimo e assolutamente di grandissima competenza in grado di soddisfare tutte le nostre curiosità più tecniche legate al Brunello) ha reso questa esperienza stimolante e mi fa tornare a casa con un bagaglio ricco di conoscenze davvero profonde su quello che è un territorio dal quale si produce un vino che, secondo il mio modesto parere, rappresenta un grandissimo successo e modello di ispirazione per tutte le altre denominazioni italiane.

 

Andrea Lauducci, Botrytis Enoteca, Ferrara

È stata un’altra bellissima esperienza, durante la quale abbiamo conosciuto persone veramente di spessore e contemporaneamente disponibili e aperte. Le visite alle cantine sui diversi versanti di Montalcino, le lezioni di approfondimento in aula e la super degustazione di 40 Brunello di annate storiche, hanno contribuito ad aumentare in maniera esponenziale la conoscenza di quel territorio, dei terreni e del clima, dei produttori e dei diversi stili di vinificazione che si sono susseguiti negli anni. Una full immersion totale, che mi ha reso sicuramente più consapevole delle potenzialità del Brunello e degli altri vini di Montalcino.

 

Pietro Palma, To Wine, Prato

Tre giornate intense e concentrate per conoscere le mille sfaccettature di Montalcino e dei suoi vini. Tre accompagnatori e narratori d’eccezione ci hanno condotto in un bellissimo percorso di scoperta e conoscenza. La verve comunicativa di Filippo Bartolotta, vitale e dinamico nel trasmettere la sua grande esperienza. La quasi onniscienza di Gabriele Gorelli MW che spazia dalla chimica alla geologia, dalla storia alle statistiche, passando ovviamente per il vino. L’esperienza sul campo di Nicola Berti, non solo enologo ma profondamente appassionato alla materia e al passato che ha portato Montalcino sul tetto del mondo. Visite in aziende diverse e sempre interessanti nelle loro diversità, degustazioni, domande, confronto dialettico: abbiamo vissuto un’esperienza importante e preziosa.

 

Luca Civerchia, Rossointenso, Jesi AN

Grandi vini, grandi relatori. Esperienza meravigliosa e ottimamente gestita dal consorzio sia per l’organizzazione che per la scelta dei relatori. Poter ascoltare personaggi di estrema competenza e spessore culturale ha sciolto molti nodi nella mia preparazione sul Brunello e sui vini di Montalcino. La verticale di vecchie annate, con partenza dalla 1961 fino ad oggi, legata ai diversi terreni e microclimi ci ha regalato una panoramica su Montalcino unica.

 

Mattia Manganaro, Biessewine, Brescia

Per prima cosa volevo ringraziare il consorzio per aver organizzato uno stage fantastico ed emozionante. Grazie a questa esperienza ed alle aziende che ci hanno ospitato ho potuto comprendere in pieno la storicità di questi luoghi; mi è stata inoltre trasmessa l’estrema volontà di far crescere e far conoscere uno dei prodotti italiani più apprezzati a livello internazionale, appunto il Brunello di Montalcino. Sono rimasto piacevolmente stupito dalla professionalità e dalla competenza dei relatori che hanno saputo ancor di più elevare ciò che è l’essenza del Brunello di Montalcino e di questo ringrazio gli organizzatori ed il consorzio.

 

Luca Sarais, Cantine Isola, Milano

Stage molto completo e ricco con tre personaggi fantastici che ci sono stati assegnati: Pietro, Gabriele e Nicola

Giovanni Manetti, presidente Consorzio Chianti Classico

Una chiacchierata davanti a un calice di Chianti Classico con Giovanni Manetti, presidente del Consorzio Chianti Classico, uno degli sponsor del Concorso Miglior Enotecario d’Italia.

 

Abbiamo fatto al presidente Giovanni Manetti tre domande, sul Consorzio che rappresenta e sul ruolo degli enotecari.

Presidente Manetti, perchè il vostro Consorzio ha deciso di sostenere questo Concorso?

Le enoteche sono parte integrante del sistema di comunicazione al consumatore, anzi spesso l’enotecario è l’anello che unisce le aziende e territori e gli appassionati.

Crediamo che per una denominazione come il Chianti Classico, nella cui complessità sta la propria bellezza, sia essenziale poter fare riferimento a figure esperte e attente come gli enotecari. Contribuiamo così a sostenere una vera e propria cultura del vino che nel nostro Paese è ben radicata, ma che deve essere sempre alimentata con nuovi spunti, nuove idee e nuove scoperte.

A qualche mese dall’approvazione delle UGA, come è stata accolta la novità nel settore e quali saranno i primi passi della comunicazione di questa importante novità, una volta presente in etichetta?

Il settore del vino in Italia e all’estero hanno risposto in maniera entusiasta a questa novità, che permetterà di evidenziare sempre più il legame che il vino del Gallo Nero ha con il suo territorio di produzione.

I professionisti del settore e gli appassionati sono sempre più interessati a conoscere l’area di provenienza di un vino con maggior dettaglio. É giunto il momento che questo venga espresso in etichetta tramite le UGA.

Stiamo lavorando a una serie di materiali di comunicazione dedicati a focus specifici, che illustrino i particolari di questo affresco composito che è il Chianti Classico. Speriamo di poterli mettere presto a disposizione degli operatori del settore.

Tre aggettivi che un bravo enotecario dovrebbe usare per descrivere la vostra Denominazione

  • Dinamica
  • Sfaccettata
  • Antica

 

Ringraziando il presidente per questa intervista, ricordiamo che trovate tutte le info sul Chianti Classico sul sito ufficiale chianticlassico.com

 

I finalisti del Concorso Miglior Enotecario d’Italia sono pronti a sfidarsi un’ultima volta a Roma, nella emozionante atmosfera di Villa Pallavicini Mori

Una sfida che sta volgendo al termine, quella del Concorso Miglior Enotecario d’Italia, e che arriverà al suo culmine lunedì 20 giugno a Roma con la finalissima e la proclamazione del Miglior Enotecario d’Italia. La curiosità è accesa anche per scoprire chi saranno i vincitori del premio Miglior Enotecario d’Italia Under 30, istituito con l’egida del Consorzio Vino Chianti Classico, e del premio Miglior Enotecario d’Italia all’estero, istituito con l’egida del Consorzio Tutela Vini della Valpolicella.

I premi Under 30 e Estero

“La professione dell’Enotecario è ricca di peculiarità e sfaccettature, per questo motivo abbiamo voluto ricercare e scoprire anche i talenti che operano al di fuori dei confini nazionali. – afferma Francesco Bonfio, Presidente di AEPI La conoscenza del prodotto, il ruolo di guida nelle scelte del consumatore e il dialogo costante che viene creato con quest’ultimo sono le autentiche cifre stilistiche di questo lavoro e portarle all’estero, in rappresentanza dell’Italia e delle sue eccellenze, è sicuramente un operato che deve essere premiato. Noi siamo pronti a farlo durante la finalissima del Concorso, grazie al Consorzio Tutela Vini della Valpolicella che lo ha promosso”.

Una ricerca di talenti che non si è fermata e che ha puntato i riflettori anche sulle nuove leve, sui giovani enotecari under 30 che stanno permettendo a questa professione di evolvere andando incontro al futuro: “Ringraziamo il Consorzio Vino Chianti Classico per aver promosso il premio Miglior Enotecario Under 30. – continua BonfioNelle varie fasi del concorso abbiamo potuto scoprire come le nuove generazioni stiano dando un approccio nuovo, moderno e dinamico alla professione e come stiano sempre più diventando dei veri ambasciatori del vino italiano con grande professionalità. Abbiamo visto giovani formati, capaci di relazionarsi con il cliente valorizzando le caratteristiche di ogni prodotto. I giovani enotecari italiani ci stupiranno sempre di più, ne sono sicuro”.

Appuntamento alla serata di lunedì 20 per scoprire chi sarà capace di superare l’ultima prova davanti alla giuria capitanata da Stefano Caffarri e per scoprire chi saranno i vincitori di ogni categoria.

 

I finalisti

Ecco la lista dei finalisti, tre per la categoria bottiglierie classiche e tre per la categoria dei pubblici esercizi specializzati nella mescita di vino e distillati:

Bottiglierie classiche

  • Filippo Carraretto, Padova, La mia Cantina;
  • Andrea Lauducci, Ferrara, Enoteca Botrytis;
  • Mattia Manganaro, Brescia, Biessewine.

Enoteche con mescita

  • Luca Civerchia, Jesi AN, Enoteca Rossointenso;
  • Pietro Palma, Prato, To Wine;
  • Luca Sarais, Milano, Cantine Isola.