anna maschio giuria concorso 2024

Anna Maschio è entrata giovanissima nell’azienda di famiglia, la Distilleria Bonaventura Maschio di Gaiarine (TV), occupandosi della direzione commerciale estero dopo la laurea in Lettere Antiche all’Università di Padova e un master in Export Marketing alla Bocconi. Oggi è responsabile della comunicazione e si occupa della gestione della distilleria insieme al fratello Andrea.

Abbiamo l’onore di avere Anna Maschio come membro della Giuria che sta valutando i vari candidati a Miglior Enotecario d’Italia 2024, e le abbiamo rivolto qualche domanda a proposito della figura dell’enotecario e delle sue prospettive future.

Intervista ad Anna Maschio

Anna Maschio giuria Concorso

Quali caratteristiche, competenze e valori non possono mancare nel Miglior Enotecario d’Italia?

Da cliente mi sento di dire che le ragioni per cui mi trovo a frequentare più assiduamente certe enoteche sono legate a due fattori fondamentali. Il primo è l’empatia, la capacità dell’enotecario di entrare in connessione col suo cliente, di intuirne e memorizzarne i gusti, le passioni, gli interessi e poi di riuscire a consigliarlo in modo competente e a costruire un rapporto di fiducia con lui. In secondo luogo, ma ugualmente importante, la spinta a studiare e ricercare, la capacità di portare nel suo negozio prodotti di qualità, e il desiderio di spiegarli ai suoi clienti condividendo con loro le sue conoscenze.

 

In che modo la figura dell’enotecario può essere strategica nella comunicazione del vino per un brand?

La sua importanza è fondamentale. L’enotecario è il tramite tra quella che è la cultura del vino e dei distillati nel senso più ampio, e il cliente che entra nel suo negozio. Tramite assaggi, inviti a degustazioni, spiegazioni e consigli offerti in occasione di ogni acquisto, l’enotecario diventa portavoce di ogni vino, di ogni territorio e di chi quei vini li produce: è un patrimonio imprescindibile in ugual modo per i clienti più inesperti e per quelli più informati che, naturalmente, non possono essere informati su tutto.

I nostri finalisti sono tutti molto giovani – nel mercato italiano di oggi (e di domani), l’enotecario professionista può essere una risorsa chiave per attirare le nuove generazioni di consumatori?

Lo è certamente. Il fatto di appartenere a una generazione più giovane non può che essere una chiave in più nelle sue mani, visto che, per quanto giovane, il lavoro che svolge lo mette probabilmente  in una posizione di maggior vantaggio rispetto a molti suoi coetanei nel percorso verso l’apprezzamento e la conoscenza del vino. Al  tempo stesso però, ha ancora certamente fresco nella mente il ricordo dei suoi primi passi nella degustazione, e può essere più facile per lui o lei accompagnare le nuove generazioni nei loro.

I prodotti di nicchia, degustazioni con il produttore, presenza digitale curatissima… quali sono le risorse più importanti dentro la “cassetta degli attrezzi” di un enotecario professionista, oggi?

Sono tutte leve importantissime, e vanno usate nel giusto mix. Quale questo sia, dipende da diversi fattori: dove si trovi un’enoteca, quali siano principalmente i suoi clienti, il carattere e le predisposizioni dell’enotecario stesso.

Hai un’enoteca “del cuore”? Cosa la contraddistingue e cosa ti porta a frequentarla?

Ci sono diverse enoteche che potrei definire “del cuore”. Senza nominarle una per una, posso dire che il loro comune denominatore è certamente il rapporto di sincera amicizia che si è instaurato con chi le gestisce. Alcuni di loro sono molto lontani e magari non ci siamo neanche mai visti di persona, ma hanno mostrato una tale cura di noi come clienti, una così grande sollecitudine nel consigliarci sempre nel nostro miglior interesse, che ormai fanno parte del nostro vissuto come se fossero vecchi amici, come quelli nel cui negozio entriamo regolarmente e che ci fanno sentire sempre i benvenuti.

alessandra piubello giuria miglior enotecario d'italia 2024

Alessandra Piubello è giornalista, scrittrice ed esperta degustatrice, oltre ad essere direttore responsabile di alcuni periodici.

È  curatrice  (unica donna in Italia ad avere questo ruolo nel settore) della Guida I Vini di Veronelli e ispettrice per la guida I 1000 Ristoranti d’Italia de L’Espresso. La sua professionalità nel mondo del vino e del cibo si sviluppa in oltre vent’anni di attenta e appassionata attività, supportata da studi (AIS, WSET, Università di Bordeaux).

Collabora con le più importanti riviste di settore nazionali e internazionali. Fa parte di prestigiose associazioni di settore ed è presenza costante nei più importanti concorsi enologici del mondo.

Abbiamo l’onore di avere Alessandra Piubello come membro della Giuria che sta valutando i vari candidati a Miglior Enotecario d’Italia 2024, e le abbiamo rivolto qualche domanda a proposito della figura dell’enotecario e delle sue prospettive future.

Intervista ad Alessandra Piubello

alessandra piubello vigneto

Quali caratteristiche, competenze e valori non possono mancare nel Miglior Enotecario d’Italia?

Terrei in considerazione alcuni punti chiave. Innanzitutto deve avere una conoscenza  approfondita del vino, comprensiva dei diversi tipi di vitigni, regioni vinicole, processi di produzione, tecniche di degustazione e abbinamenti cibo-vino. Questa competenza è essenziale per consigliare in modo informato i clienti e creare esperienze vinicole memorabili. Inoltre deve possedere delle abilità di degustazione affinate, in grado di valutare correttamente il colore, l’aroma, il gusto e la struttura di un vino. Questo consente di identificare le caratteristiche distintive dei vini e di consigliare in base ai gusti e alle preferenze dei clienti. Assai utile è anche la capacità di comunicazione: essere in grado di comunicare in modo chiaro e coinvolgente è essenziale per un enotecario di successo. Includo qui anche la capacità di trasmettere informazioni sul vino in modo accessibile a una vasta gamma di persone, nonché di ascoltare attentamente le esigenze e i desideri dei clienti.

La passione per il vino e per il lavoro nell’ambiente dell’enoteca sono altri elementi fondamentali. L’entusiasmo si riflette nell’impegno di fornire un servizio distintivo ai clienti e nel desiderio di continuare a imparare e crescere nel settore.

Un buon enotecario deve agire con professionalità e integrità in tutte le interazioni con i clienti e i colleghi. Ciò include il trattamento rispettoso dei clienti, la gestione responsabile del vino e l’osservanza degli standard etici del settore.

E’ importante possedere competenze di gestione del tempo, dell’inventario e del personale, oltre a capacità di vendita per promuovere con successo i vini e soddisfare le esigenze dei clienti. Fondamentale è avere una forte cultura del servizio orientata al cliente, interagendo con le esigenze e le preferenze dei clienti, deve quindi essere capace di creare un’esperienza accogliente e piacevole in enoteca, fornendo consigli personalizzati e rispondendo prontamente alle domande e alle richieste dei clienti.

 

In che modo la figura dell’enotecario può essere strategica nella comunicazione del vino per un brand?

Gli enotecari professionisti sono considerati esperti nel loro campo e possiedono una vasta conoscenza del vino, inclusi i dettagli sulle varietà di uva, le regioni vinicole, i processi di produzione e le caratteristiche organolettiche dei vini. Questa competenza consente loro di comunicare in modo efficace le caratteristiche uniche dei vini di un brand specifico. Inoltre gli enotecari possono agire come ambasciatori del marchio, promuovendo attivamente i vini di un brand specifico presso i clienti dell’enoteca. La loro conoscenza approfondita del prodotto li rende credibili e autorevoli quando si tratta di raccomandare vini particolari ai clienti.

Possono organizzare eventi di degustazione guidata, sessioni di abbinamento cibo-vino e altre esperienze vinicole che mettono in evidenza i vini di un brand specifico. Queste esperienze non solo consentono ai clienti di conoscere meglio i vini, ma anche di sviluppare un legame emotivo con il marchio. Inoltre gli enotecari possono svolgere un ruolo chiave nell’educare i clienti sulle caratteristiche del vino, sui metodi di degustazione e sugli abbinamenti cibo-vino. Questo contribuisce a creare una base di clientela informata e appassionata, che è più propensa a sviluppare fedeltà al marchio nel tempo.

Chi gestisce o lavora in enoteca può fornire un feedback diretto al produttore del vino su ciò che i clienti apprezzano di più nei loro vini, nonché su eventuali aree di miglioramento. Questo feedback può essere prezioso per il brand nell’adattare la propria strategia di marketing e sviluppare nuovi prodotti. Gli enotecari possono utilizzare i propri canali online e sui social media per promuovere i vini del brand, condividendo recensioni, raccomandazioni, foto e video delle degustazioni e degli eventi legati al vino.

 

I nostri finalisti sono tutti molto giovani – nel mercato italiano di oggi (e di domani), l’enotecario professionista può essere una risorsa chiave per attirare le nuove generazioni di consumatori?

I giovani consumatori spesso cercano esperienze e approcci innovativi al mondo del vino. Gli enotecari giovani e dinamici possono offrire un approccio fresco e accessibile alla degustazione, utilizzando metodi di comunicazione moderni e tecnologie digitali per coinvolgere i consumatori attraverso social media, blog, podcast e video online.

Gli enotecari professionisti più giovani possono comprendere meglio le tendenze, i gusti e le preferenze della cultura contemporanea, consentendo loro di selezionare vini e creare esperienze che risuonano con le nuove generazioni di consumatori. Questa conoscenza può essere fondamentale per adattare l’offerta di vini e creare un ambiente accogliente e rilassato in enoteca.

Possono quindi svolgere un ruolo importante nell’educare e informare, offrendo degustazioni guidate, corsi di formazione e eventi speciali che li aiutino a far comprendere e apprezzare il vino in modo più approfondito. Questo tipo di approccio educativo ma informale può contribuire a creare una base di consumatori più consapevole e appassionata nel lungo periodo.

Le nuove generazioni sono sempre più sensibili alle questioni legate alla sostenibilità e all’etica aziendale. Gli enotecari possono selezionare e promuovere vini prodotti in modo sostenibile, contribuendo così a soddisfare le esigenze e i valori dei consumatori più giovani.

Si tratta di una professione che può avere un ruolo chiave nella creazione di comunità intorno al vino, organizzando eventi sociali, degustazioni tematiche e club del vino che permettono ai consumatori più giovani di incontrarsi, condividere esperienze e imparare l’uno dall’altro.

 

I prodotti di nicchia, degustazioni con il produttore, presenza digitale curatissima… quali sono le risorse più importanti dentro la “cassetta degli attrezzi” di un enotecario professionista, oggi?

Già prima abbiamo parlato di alcuni elementi essenziali, come la conoscenza approfondita del vino, l’abilità di degustazione, la capacità di comunicazione, aggiungiamo la presenza digitale e social media, la scelta di alcune tipologie di vini di nicchia che altri enotecari non hanno, il network con i produttori, importatori, distributori e altri professionisti del settore e anche un continuo aggiornamento e formazione sul campo: devono restare aggiornati sulle ultime novità del settore e partecipare a corsi di formazione ed eventi per migliorare costantemente le proprie competenze.

Inoltre devono proprio viaggiare, andare a conoscere di persona i produttori nella loro realtà, in modo da poterla trasferire ai clienti in modo empatico e diretta. Sarebbe interessante far poi partecipare i produttori conosciuti a delle degustazioni in enoteca. I giovani enotecari potrebbero anche agire sui servizi che attirino le nuove generazioni, per esempio realizzando una card che consenta di usufruire di determinati vantaggi. Potrebbero effettuare consegne a domicilio, predisporre degli abbinamenti cibo- vino da consegnare al momento dell’acquisto o dopo l’acquisto, o ancora, essere disponibili ad organizzare su richiesta un incontro diretto con il produttore.

 Sarebbe interessante inserire all’interno dell’enoteca una serie di prodotti tipici locali per far comprendere meglio il valore del territorio nella sua interezza. Occorre una certa capacità di strategia per coccolare il cliente pur avendo ben chiaro l’aspetto economico. E l’enoteca potrebbe essere una ‘casa enogastronomica’ dove il vino è l’elemento portante ma non il solo. L’enotecario dovrebbe avere una mentalità aperta anche ad altri settori (turismo, bellezze culturali e artistiche, prodotti gastronomici).

 

Hai un’enoteca “del cuore”? Cosa la contraddistingue e cosa ti porta a frequentarla?

Non ho un’enoteca del cuore, viaggio tantissimo (sono a casa un giorno a settimana) quindi non ho una relazione privilegiata con un’enoteca specifica.

intervista a Matteo Bertelà

Matteo Bertelà ha 28 anni e solo l’anno scorso (a Marzo del 2022) ha aperto la sua bottega con mescita, Metodo Froma, una “enoformaggeria” a Vigevano, Pavia.

Ha vinto il premio Miglior Enotecario d’Italia 2023 per la categoria riservata agli enotecari UNDER 30, sotto l’egida del Consorzio Chianti Classico. Qui trovate la sua intervista sul suo lavoro e sul premio ricevuto.

Matteo Bertelà durante le prove finali

Matteo Bertelà durante le prove finali

INTERVISTA A MATTEO BERTELÀ, VINCITORE PER LA CATEGORIA UNDER 30

Un commento a freddo sulla tua vittoria, dato che ormai è passata qualche settimana.

Non posso che rinnovare i miei ringraziamenti per questa opportunità datami, sto ancora scalpitando per il premio che mi è stato consegnato. È stato davvero tutto magnifico, una grande avventura conclusasi a Roma con la finale, ma vissuta a pieno anche a Epernay con i ragazzi, che saluto tantissimo e cui voglio un sacco di bene!

Il  concorso in se è stato super, dall’organizzazione “in remoto” per le prime prove effettuate, ma soprattutto a Roma e durante il viaggio in Francia, un mix perfetto di grande capacità di organizzazione, disponibilità ed empatìa verso noi concorrenti, personalmente mi sono sempre sentito coccolato e aiutato ogni qualvolta ho abbia avuto bisogno. Quindi, GRAZIE!

Dell’esperienza con i colleghi finalisti abbiamo già parlato in un’intervista precedente alla consegna del premio (che è  già su Instagram), quindi qui vorremmo parlare un po’ più di te e del tuo lavoro. Perchè hai scelto di intraprendere proprio questa professione?

La mia passione per questo lavoro è nata nel 2012, quando la mia voglia di frequentare la scuola era ormai a livelli decisamente bassi, cosi scelsi di entrare nel mondo del lavoro, grazie anche all’aiuto della mia famiglia, trovai un posto presso un camion-negozio che frequentava i mercati della zona, trattando salumi & formaggi. Lui, un caro amico di mio padre, risultò poi essere fondamentale per la mia formazione professionale. Rimasi con lui quasi due anni, imparai a conoscere e valorizzare la materia prima, le zone di provenienza, conobbi il rapporto con il cliente e le sue esigenze, lavorando per poterle poi in ogni modo provare a soddisfarle.

Mi avvicinai gli anni successivi anche al mondo del vino, iniziando a girare e viaggiare per cantine, accanto a produttori e maestri vignaioli, ognuno dei quali mi ha trasmesso e insegnato qualcosa.

Cercai poi di unire tutte queste esperienze in unico mestiere, trattando di vino, formaggi, salumi e prodotti agroalimentari del territorio italiano, valorizzando e condividendo il piccolo produttore artigianale, ricercandolo e selezionandolo in base al mio palato e alla mia idea di qualità.

Vissi inoltre in quegli anni esperienze professionali significative, al fianco anche di grandi chef, ed importanti realtà enogastronomiche, consacrando definitivamente la mia filosofia ed i colori che avrei voluto dare alla mia futura attività.

A marzo 2022 nasce quindi METODO FROMA – La Bottega Con Mescita – , EnoFormaggeria che comprende tutte queste esperienze, ma soprattutto racchiude la mia personale filosofia di ricerca e selezione del prodotto, puntando solo ed esclusivamente sulla qualità e artigianalità enoica, lattiero casearia e alimentare ITALIANA.

Finalisti Miglior Enotecario d'Italia 2023

Bertelà con la rosa dei sei finalisti del 2023

Quali sono le sfide di ogni giorno per chi fa il tuo lavoro?

Nel nostro lavoro ogni difficoltà da superare è sostanzialmente una sfida, partendo proprio da uno dei motivi per cui siamo qui, quindi il consigliare il vino perfetto per ogni occasione e per ogni abbinamento, anche al cliente più esigente con magari gusti difficili e sofisticati, fare centro consigliando il prodotto ad hoc per ogni cliente è tutt’essa una sfida.

Per non parlare poi delle critiche infondate o poco costruttive, la difficoltà qui ad esempio è uscirne sempre “da signore”, mantenendo la lucidità anche davanti alla maleducazione e al non rispetto del lavoro che ogni giorno facciamo, provando con ogni mezzo a nostra disposizione ad avvicinare chi in quel momento sembra allontanarsi.

Sfide e difficoltà sono all’ordine del giorno, ma il bello è uscirne sempre nel migliore dei modi, risultando professionali e disponibili SEMPRE! 

Come ti prendi cura della tua formazione personale? Oltre ad esserti iscritto al Concorso, naturalmente. 

La formazione professionale credo sia di vitale importanza, non solo per noi stessi, ma anche per poter sempre essere esaustivi alle frequenti domande dei clienti.

Di recente, ad esempio, ho ottenuto il riconoscimento di “Sommelier dell’olio Extra Vergine di Oliva”, un altro grande prodotto di cui sono follemente innamorato, concludendo in maniera più che positiva il mio percorso di studi con la scuola in questione. 

È importante ed  essenziale non smettere mai di studiare questo mondo, perché ogni giorno c’è sempre qualcosa da imparare e sapere. 
Matteo Bertelà e fidanzata

Matteo Bertelà, con la fidanzata, durante l’aperitivo prima delle premiazioni

Hai vinto un premio importante, che può essere da stimolo ad altri ragazzi e ragazze che, come te, vorrebbero approcciarsi a questa professione. Hai consigli per loro?

Questa professione non è semplice, soprattutto ai livelli a cui la pratichiamo noi, non ci sono orari, molte volte nemmeno vacanze, DEVI dedicare anima e corpo ad un’attività che magari a fine mese ti genera profitto, certo, ma che con le numerose spese e la tassazione italiana rimane ben poco, questo molte volte può demoralizzare.

Quello che consiglio è di NON arrendersi mai, nemmeno quando le difficoltà sembrano più grosse di quello si pensi, di credere nelle proprie capacità SEMPRE, ma soprattutto di seguire sempre una filosofia che sia identificativa, di non fare TANTE COSE ed essere MEDIOCRI, ma farne POCHE ed essere PERFETTI.

Io tengo in carta 50/60 etichette circa, non sono per niente tante, anzi, sono pochissime, ma tutte legate da un unico filo conduttore: LA SELEZIONE DIRETTA DAL PRODUTTORE, il girovagare per le cantine italiane, conoscere ed instaurare un rapporto umano con lei/lui/loro, cosicché si possa raccontarli, condividerli e valorizzarli a pieno!

Quindi, metteteci AMORE, ESTRO, PASSIONE E FOLLIA! Alla fine gli ingredienti sono questi!  

I vincitori dell'edizione 2023

Matteo Bertelà con le colleghe vincitrici: Silvia Angelozzi e Loredana Santagati

E un suggerimento invece per la prossima edizione del Concorso?

Un suggerimento lo lascerei ai prossimi futuri FINALISTI: IL GIORNO DELLA PARTENZA PER PARIGI NON DIMENTICATEVI LA CARTA D’IDENTITA’ SUL COMODINO. FIDATEVI DI ME! 

UN SALUTO A TUTTI, VI VOGLIO BENE! 

Complimentandoci ancora con Matteo per la vittoria, lo ringraziamo per la disponibilità a questa intervista.

Miglior Enotecario d'Italia 2023 UNDER 30

La targa del premio Miglior Enotecario d’Italia Under 30, promosso da Chianti Classico

Intervista Silvia Angelozzi vincitrice Miglior Enotecario d'Italia 2023

Silvia Angelozzi ha 33 anni e gestisce l’enoteca – bistrot Bellariva di Alba Adriatica, in provincia di Teramo, insieme alla sua famiglia, che ha intrapreso questa attività dal 1992. I genitori lavorano in cucina mentre lei si occupa della sala e della mescita.

Ha vinto il premio Miglior Enotecario d’Italia 2023 per la categoria Enoteche con mescita, qui la sua intervista sul suo lavoro e sul premio ricevuto.

Silvia Angelozzi durante la finale Miglior Enotecario d'Italia 2023

Silvia Angelozzi durante le prove della finale

INTERVISTA A SILVIA ANGELOZZI, VINCITRICE PER LA CATEGORIA MESCITA

Un commento a freddo sulla tua vittoria, dato che ormai è passata qualche settimana.

Esperienza magistrale, posso ricordare ancora attimo per attimo ogni emozione vissuta, tutto avrei creduto, ma non immaginavo di essere la migliore in Italia!
E soprattutto ho imparato a conservare accanto a me chi trasforma il peso della mia ambizione in coraggio, e finalmente mi guardo allo specchio, sorrido mi emoziono perché per una volta non sono stata solo fortunata, sono stata Brava.

Dell’esperienza con i colleghi finalisti abbiamo già parlato in un’intervista precedente alla consegna del premio (che è  già su Instagram), quindi qui vorremmo parlare un po’ più di te e del tuo lavoro. Perchè hai scelto di intraprendere proprio questa professione?

Il motore trainante della scelta del mestiere che volevo fare da grande, è stato mio papà: appassionato di vino da sempre, del bere bene in generale e del mangiare, super curioso e dinamico. Grazie a lui ho capito quanti contatti umani può sviluppare il nostro lavoro, quante opportunità e quante scoperte, di popoli e territori sono possibili grazie ad un bicchiere di vino.
Ha reso la mia professione possibile grazie all’interesse e alla serietà con il quale ci si avvicina e si cresce, spronandomi e assicurandomi che comunque vada, abbiamo fatto un’esperienza.
Silvia Angelozzi durante la premiazione Miglior Enotecario d'Italia 2023

La gioia di Angelozzi dopo l’annuncio della vittoria

Quali sono le sfide di ogni giorno per chi fa il tuo lavoro?

Le difficoltà sono rappresentate da un pubblico che spesso insegue mode e tendenze, soprattutto dettate dai social, insieme a dati e statistiche che fanno perdere il lato romantico a questo settore. Sicuramente il vino rappresenta numeri e tanti, ma anche capacità sociali e aggregative uniche. Le persone dovrebbero abbattere molti muri del pregiudizio, scoprire nuovi territori e nuove scuole di pensiero, valutare solo dopo aver assaggiato. Meglio dire “non mi piace”, che “ancora non lo provo”.

Come ti prendi cura della tua formazione personale? Oltre ad esserti iscritta al Concorso, naturalmente. 

Ogni occasione è buona per parlare di vino!
Corsi di formazione, riunioni, incontri tramite gli agenti, fiere, cataloghi (cartacei li conservo sempre tutti) e colleghi, che mi informano e con i quali condivido le esperienze di crescita.
Social, pagine dedicate, faccio in modo di essere sempre presente.
Libri di testo, di qualsiasi edizione, traggo sempre notizie interessanti!
Silvia Angelozzi degustazione alla finale Miglior Enotecario d'Italia 2023

Ritratto di Angelozzi in degustazione durante le prove della finale

Studiare tanto: è questo un consiglio che daresti a dei giovani che vogliono intraprendere questa carriera?

I giovani devono essere coraggiosi, pronti a investire tempo e dedizione in quello che sicuramente è il mestiere più bello del mondo. Devono imparare l’arte della pazienza e nutrirsi costantemente di curiosità nei confronti di questo settore.
Soprattutto, fidarsi ciecamente di stessi, ma mai sentirsi arrivati.

E un suggerimento invece per la prossima edizione del Concorso?

Suggerimenti, vediamo un po’.. Non credo di poter consigliare niente che non sia stato già fatto. Siamo stati coccolati e accuditi, non potevo personalmente chiedere di meglio!
Forse di farla durare di più, talmente bella  come esperienza che volevo non finisse mai!
Ecco, magari organizzare incontri anche dopo il concorso, giusto per non perdere l’abitudine a crescere insieme!
Premio Miglior Enotecario d'Italia 2023 nell'enoteca di Angelozzi

Il premio esposto al Bellariva bistrot

Complimentandoci ancora con Silvia per la vittoria, la ringraziamo per la disponibilità a questa intervista.

Intervista Loredana Santagati vincitrice Miglior Enotecario d'Italia 2023

Loredana Santagati ha 42 anni e ha preso le redini dell’attività di famiglia Mister Coffee a Misterbianco, provincia di Catania, una torrefazione con vendita di prodotti enogastronomici. Ha vinto il premio Miglior Enotecario d’Italia 2023 per la categoria Bottiglierie con asporto, qui la sua intervista sul suo lavoro e sul premio ricevuto.

Loredana Santagati durante la finale

Ritratto di Loredana Santagati durante una delle prove della finale

INTERVISTA A LOREDANA SANTAGATI, VINCITRICE PER LA CATEGORIA BOTTIGLIERIE

Un commento a freddo sulla tua vittoria, dato che ormai è passata qualche settimana.

Un’esperienza bellissima. Nonostante ormai sia trascorso un po’ di tempo, l’attenzione ricevuta è ancora alta e non posso dire di avere del tutto metabolizzato la cosa. Sto vivendo un bel periodo, anche per il mio negozio: tante attenzioni da parte dei clienti, vecchi e nuovi, tanti contatti. Sto cercando di godermelo il più possibile.

Dell’esperienza con i colleghi finalisti abbiamo già parlato in un’intervista precedente alla consegna del premio (che uscirà sui nostri canali social, Facebook e Instagram), quindi qui vorremmo parlare un po’ più di te e del tuo lavoro. Perchè hai scelto di intraprendere proprio questa professione?

Mister Coffee nasce come torrefazione di caffè, è un’attività storica della mia famiglia, da 39 anni. Dopo un mio personale percorso di avvicinamento al vino (pensa che prima dell’università ero praticamente astemia!) sono diventata sommelier ed ho trasformato una passione nel mio lavoro: da 15 anni da Mister Coffee c’è un’area vino con circa 500 etichette. 

Angelozzi, Santagati e Bertelà, vincitori nelle tre categorie

Santagati scherza con i colleghi: Silvia Angelozzi per la categoria Enoteche con mescita, e Matteo Bertelà vincitore della categoria Under 30

Quali sono le sfide di ogni giorno per chi fa il tuo lavoro?

Costruire un rapporto di fiducia con il cliente è la sfida più importante. Far capire che il fine non è meramente commerciale ma il nostro è un ruolo di consulenza. Procedo pian piano, coltivo le mie relazioni nel tempo, e questo premia sempre. 

Come ti prendi cura della tua formazione personale? Oltre ad esserti iscritta al Concorso, naturalmente. 

Sicuramente il Concorso è stato una grande fonte di crescita professionale. Non solo per i momenti costruiti proprio per questo scopo (i webinar, lo stage in Champagne, le prove stesse) ma anche per la possibilità di confronto con colleghi, professionisti del settore che ho trovato sulla stessa mia lunghezza d’onda. Si sono create relazioni importanti. 

Tornando alla domanda, organizzo qualche viaggio studio con i colleghi, partecipo a tutti gli eventi che posso, mi aggiorno con le riviste di settore, continuo a studiare.

Avolio, Santagati e Sarais prima delle premiazioni del Miglior Enotecario d'Italia 2023

Santagati durante la serata delle premiazioni, insieme a Domenico Avolio del Comitè Champagne, e Luca Sarais, vincitore del titolo di Miglior Enotecario d’Italia 2022 nella categoria enoteche con mescita

Studiare tanto: è questo un consiglio che daresti a dei giovani che vogliono intraprendere questa carriera?

Certamente, la partenza è quella. E fare tanta, tanta esperienza sul campo, mettersi in gioco. Sempre con umiltà. 

E un suggerimento invece per la prossima edizione del Concorso?

Partendo dal presupposto che il Concorso è molto ben organizzato già così, integrerei l’attività di formazione online: avevo molto apprezzato i webinar organizzati in collaborazione con il Comitè Champagne. E sarebbe un bel segnale fare anche un viaggio studio in una realtà vitivinicola italiana, oltre allo stage (meraviglioso) in Francia.

Premio Miglior Enotecario d'Italia 2023 nell'enoteca di Satagati

Il premio esposto tra le bottiglie da Mister Coffee

Complimentandoci ancora con Loredana per la vittoria, la ringraziamo per la disponibilità a questa intervista.